Bandiera d'Israele in municipio Una mozione per appenderla

Andrea Scutellà / ivrea

Illuminare piazza Ottinetti di bianco azzurro e appendere il vessillo di Israele al balcone di piazza di Città. Sono le due proposte che fanno più discutere della mozione proposta da tre delle cinque forze di minoranza del consiglio comunale di Ivrea: Eporedia futura, Fratelli d'Italia e Progetto Ivrea. La prima firma, infatti, è di Andrea Cantoni, mentre gli altri sottoscrittori sono il capogruppo di Fdi Gabriele Garino e la vice sindaca Elisabetta Piccoli. Mancano all'appello Azione-Italia Viva, con Massimiliano De Stefano e la lista civica Sertoli sindaco, con il capogruppo Paolo Noascone e il consigliere Tony Cuomo.

La mozione chiede di «condannare fermamente l'ennesimo attacco ai danni di Israele da parte dell'organizzazione terroristica islamica Hamas», questione su cui sembrano non esserci particolari resistenze dalle parti di Palazzo civico. Mentre in questi giorni si discute sull'opportunità di appendere la bandiera di un altro Stato sul balcone dove sono state già esposte "Verità per Giulio Regeni" e quella della pace. Si tratta di messaggi diversi, però, al vessillo di una nazione impegnata in un conflitto che dura ormai da più di 70 anni. «Io penso che chi propone di schierarsi in maniera così netta non abbia capito nulla della complessità del conflitto israelo-palestinese - spiega Vanessa Vidano, capogruppo di Viviamo Ivrea -. Non è possibile schierarsi solo da una parte, cancellandone l'altra: la popolazione civile palestinese in quella mozione non viene mai citata. E da sempre è quella che subisce i danni più importanti, anche rispetto alle azioni di Hamas». Si esprime con parole simili anche Habib Benoukaiss del Pd.«Credo che sia una mozione provocatoria - precisa - perché a leggerla è come se la Palestina non esistesse. Bisogna operare una distinzione con la popolazione civile, perché i terroristi non sono padroni della Palestina. Quelli di Hamas, poi, sono terroristi e basta, non capisco perché si debba precisare islamici. Anche perché il conflitto israelo-palestinese è una guerra di territorio, la religione non c'entra nulla. Io condanno tutte le violenze, sia da parte dei terroristi di Hamas, sia da parte dello Stato di Israele. Chi ci sta rimettendo di più, però, sono i palestinesi. Non è una questione che si può risolvere come in un derby, appendendo una bandiera».

Difende la scelta della mozione il primo firmatario Andrea Cantoni. «Come in tutte le situazioni critiche - spiega l'ex candidato sindaco del centro destra - si richiede una presa di posizione forte. Naturalmente non chiediamo di issarla vicino a quella dell'Italia o della Regione Piemonte, ma semplicemente di esporla come hanno fatto numerosi altri Comuni. La normativa dice che si può fare temporaneamente, ma il lasso di tempo non è definito, quindi noi chiediamo che il sostegno sia chiaro fino alla sconfitta di Hamas. Abbiamo condannato tutto il terrorismo islamico dell'Isis e quello di Hamas non si sta rivelando differente. La situazione è drammatica: naturalmente noi non parliamo di una condanna alla Palestina ma soltanto ad Hamas . Sappiamo che la popolazione civile palestinese è la prima vittima di quest'organizzazione, che nasconde gli armamenti all'interno di centri abitati dai civili».

Andrea Scutellà