«Io sono una persona libera, lo sarò nonostante tutto e cercherò di fare sempre ciò che devo». Giorgia Meloni ricorda uno degli «insegnamenti» che le lasciò Karol Wojtyla, ossia che «la libertà non consiste nel fare ciò che ci piace, ma nell'avere il diritto di fare ciò che si deve». Lo fa nell'anniversario dell'inizio del suo governo. Un anno fa la premier giurava da presidente del Consiglio al Quirinale, davanti alla figlia e al compagno. Ieri, nel giorno delle celebrazioni, ha deciso di restare lontana dai riflettori e vicino alla piccola Ginevra, al termine di una settimana delicata dal punto di vista politico e dolorosa sul fronte familiare per l'annuncio della rottura della relazione.

Andrea Giambruno è altrove, «distrutto» assicura chi lo conosce bene, in attesa delle decisioni di Mediaset sul suo futuro lavorativo. Al Cairo, durante il summit per la pace in Medio Oriente, la premier ha faticato a nascondere la tensione. «Secondo lei come sta?», ha ribattuto stizzita Arianna Meloni a un giornalista che le domandava dello stato d'animo della sorella, ringraziando con sarcasmo i media che fanno «pettegolezzo»: «Ci fate prendere un sacco di voti», ha detto infilandosi il casco tricolore e andando via in motorino al termine della kermesse romana del partito, a cui la leader non ha partecipato.

L'annuncio è arrivato da Guido Crosetto. «Giorgia non è fisicamente qui, ma è a casa con sua figlia, il posto dove doveva stare, dove è giusto che sia», le parole del ministro della Difesa. Emotivamente è colpita, ha bisogno di raccogliere le idee, si racconta fra i fedelissimi, ma soprattutto aveva bisogno di passare del tempo con la figlia di 7 anni. «Mi dispiace da morire non esserci di persona», ha spiegato la premier nel videomessaggio girato il pomeriggio prima al Cairo.

«In fondo anch'io sono un essere umano e se c'è qualcuno a cui posso chiedere comprensione beh, penso siano i simpatizzanti, i militanti e i dirigenti di Fratelli d'Italia», ha aggiunto la premier, nel messaggio registrato in una pausa dei lavori del summit in cui Paesi africani, del mondo arabo e occidentali si confrontavano sul conflitto fra Hamas e Israele. Le sue parole evocano un altro tipo di conflitto, con una controparte però non definita. «Siamo un nemico da abbattere con qualsiasi prezzo, perché siamo uno specchio della loro meschinità», è l'apice di rabbia e orgoglio all'interno di un intervento durissimo. —