Parco dei 5 laghi, via libera da parte della Regione
Ivrea
Un passo in avanti importante, questa volta sembra decisivo, per l'istituzione del Parco naturale dei 5 laghi di Ivrea. Il disegno di legge ha ottenuto il voto favorevole, a maggioranza, dalla quinta commissione del consiglio regionale. Ora il testo passerà al vaglio della Commissione bilancio per il parere finanziario. La Regione in sede di giunta ne aveva approvato l'istituzione il 15 settembre 2022, ma per entrare nella fase operativa, e soprattutto per beneficiare dei finanziamenti, servirà ancora il via libera del consiglio regionale. Dall'avvio del dossier per l'istituzione del parco che va ad abbracciare Ivrea, Chiaverano, Montalto e Cascinette di anni ne sono passati otto. Davvero troppi per i sindaci dei paesi interessati alle possibili ricadute turistiche per il territorio.
Nel corso della seduta della quinta commissione, presieduta da Angelo Dago, si è svolta la discussione generale e l'esame dell'articolato con gli interventi di diversi consiglieri. Giorgio Bertola (Ev), Silvana Accossato (Luv) e Sean Sacco (M5s), favorevoli all'istituzione del Parco, hanno posto l'accento sul coinvolgimento dei territori, ma anche sulla generale necessità di aumentare il personale per la gestione dei parchi. Anche il presidente Dago ha sottolineato l'importanza della questione del personale e dei suoi costi. Claudio Leone (Lega), a titolo personale, ha considerato che prima di creare di nuovi parchi sarebbe opportuno far funzionare meglio quelli che abbiamo. Il vicepresidente di giunta Fabio Carosso ha sottolineato i possibili vantaggi di questo nuovo parco provinciale, che nasce su iniziativa dei Comuni e della Città metropolitana. L'operazione, senza oneri, per la Regione comporta solo l'inserimento nell'elenco delle aree naturali e la modifica della cartografia; tutta la gestione è a carico degli enti locali. Rispondendo ad Alberto Avetta (Pd), l'assessore ha detto che il disegno di legge dovrebbe approdare in Consiglio entro un mese e mezzo.
Dopo il voto favorevole da parte della commissione regionale si leva ancora una volta la voce critica di Coldiretti Torino che ricorda come dopo due anni di interlocuzione con la Regione e la Città metropolitana manca ancora quel Piano per lo sviluppo sostenibile che era stato concordato con i sindaci e gli enti di area vasta. «Si è scelto di andare avanti con la scatola vuota del Parco – commenta il presidente Bruno Mecca Cici – senza avere ancora nessuna idea di quali benefici dovrà portare questa nuova istituzione e soprattutto senza avere ancora stanziato le grandi risorse necessarie per fare funzionare questo ennesimo organismo inutile».
«Secondo la Giunta – osserva ancora Mecca Cici – l'istituzione del nuovo Parco non porterà oneri per l'amministrazione regionale. I soldi li dovrebbe trovare la Città Metropolitana. Ma in questo scaricabarile sulla pelle dei cittadini si dimentica che l'istituzione di un parco comporta oneri per una sede operativa, per i mezzi e le attrezzature aggiuntive rispetto a quelle già in dotazione e il distaccamento di personale di vigilanza e p ersonale amministrativo. Quali sono gli stanziamenti nel bilancio della Città Metropolitana per fare funzionare questo futuro Parco?».
Per Coldiretti Torino, all'Eporediese non serve un nuovo Parco di facciata ma serve un grande progetto per il rilancio dell'economia green e delle aziende agricole, dei prodotti agroalimentari del territorio, della cura forestale, del turismo dolce e dell'ospitalità agrituristica oltre che del controllo del cinghiale che è specie incompatibile con una vera salvaguardia ambientale. —