La passione per i semi antichi e rari di Nunziata tra ricerca e scambi
Volpiano
È cominciato tutto con il ritrovamento di una scatola di latta del nonno in cui erano conservati dei semi. Così è nata la passione di Max Nunziata per la ricerca e la riscoperta delle varietà di semenze di ortaggi e legumi, fino a portarlo a possedere, oggi, 15mila varietà. Nunziata, 46 anni, di professione cuoco, vive a Volpiano ed è un esperto del settore che viene chiamato anche ad eventi importanti.
Quando ha cominciato a collezionare semi?
«In realtà l'attenzione per un'alimentazione più varia è cominciata con la nascita della prima bambina, nel 2011, abbiamo scoperto l'allergia al pomodoro nella fase di svezzamento e di dover fare attenzione. Da lì ho cominciato a ricercare un modo di nutrirci più sano, ma la vera svolta è stata quando alcuni anni fa sono tornato al paese della mia famiglia, Battipaglia, in provincia di Salerno. Cercavo dei cerotti nel capanno degli attrezzi quando ho rinvenuto una scatola di latta appartenuta a mio nonno al cui interno si trovavano molti semi di legumi che non avevo mai visto. È scoccata come una scintilla e ho cominciato le mie ricerche.
Oggi quanti semi possiede e qual è la tua attività?
«Lavoro come cuoco, mi sono trasferito a Volpiano dove ho comprato casa e ho cominciato a coltivare l'orto. Qui coltivo tutte le specie possibili di leguminose (soia, piselli, arachidi, ecc) e ortaggi. Lo scopo è raccogliere la più ampia varietà di sementi per salvaguardarle dall'estinzione, ma anche sperimentare con incroci e ibridazioni per scoprire, in maniera naturale, le varietà che meglio si adattano, che richiedono meno acqua. Possiedo, ad oggi, 15mila tipi differenti di semi. Ma si considera che nel mondo si conoscano almeno 40.000 tipi di legumi differenti. Purtroppo, nel corso degli anni, in commercio e nell'alimentazione quotidiana la varietà è andata diminuendo, così molte specie sono andate sparendo dalla tavola, alcune si sono estinte e altre si stanno estinguendo».
Questa attività di ricerca in cosa consiste?
«Da diversi anni, in Italia, esistono mercati di scambio dei semi, dove gli appassionati si trovano e scambiano tipi di sementi, come farebbero i ragazzini con le figurine. Il mercato, infatti, è controllato dalle multinazionali che in materia di cessione dei semi hanno fatto varare leggi molto restrittive. Le grandi aziende, infatti, mirano a uniformare i semi e le tipologie in commercio, non sono per la varietà. Anzi, in circolazione ci sono varietà ridotte che per adattarsi ai diversi climi e Paesi dove vengono coltivate necessitano di prodotti chimici e ovviamente lo scopo è di vendere questi ultimi. Io, come altri con la stessa passione, colleziono e scambio semi per tutelare la biodiversità. L'Italia è seconda nel mondo per biodiversità nel settore alimentare, è un patrimonio della cucina mediterranea che va salvaguardato e riscoperto. Nel mio orto coltivo numeroso varietà. Le mie attività vanno dalla ricerca della purezza, ovvero ottenere il seme originario puro, che poi congelo e metto sotto vuoto per scambiarlo e cederlo, fino a sperimentazioni con l'ibridazione e l'incrocio. Per il momento l'unica vendita che faccio è quella di aglio, il resto è soprattutto attività didattica e di divulgazione».
A che tipo di eventi e manifestazioni viene chiamato?
«Si va da spettacoli televisivi a manifestazioni legate al cibo. Collaboro con Slow food, con Terra Madre e con tante associazioni italiane, ma anche con numerosi appassionati all'estero che, come me, hanno l'intento di preservare la biodiversità e contrastare la narrazione a senso unico delle multinazionali sul cibo e le coltivazioni. Il prossimo evento al quale sarò presente è quello in programma per il 7 e 8 ottobre al Castello di Paderna, in provincia di Piacenza, per la rassegna di frutti antichi, fiori, piante, prodotti dell'agricoltura e dell'artigianato». —
Valerio Grosso
Valerio Grosso