L'allarme immigrazione esiste, Ignazio La Russa non lo nega. E rilancia uno dei cavalli di battaglia di Fdi: il blocco navale, inteso come missione europea allargata. «È difficile ma teoricamente è la soluzione», risponde a Maurizio Belpietro che gli chiede, durante la prima giornata della kermesse siciliana di Fratelli d'Italia, se sia stato un errore promettere a lungo il blocco navale. Il borgo marinaro tra Siracusa e Catania fino a domenica ospiterà sei ministri e gran parte del quartier generale di Fdi. Assente giustificata Giorgia Meloni, a Granada per il vertice europeo: nel suo messaggio, la leader alza lo sguardo all'orizzonte di legislatura e assicura: «Continueremo a lavorare, senza sosta, per rispettare il programma sul quale gli italiani ci hanno accordato la loro fiducia». Tra quelle promesse c'era anche la lotta all'immigrazione irregolare. Sollecitato da una domanda ad hoc, La Russa rivendica il primato del concetto di blocco navale. «Fui il primo a parlarne anche se non usavo quel termine» ricorda. «Una missione che stabilisca, in accordo con i paesi frontalieri, che non parta nessuno, che ci siano luoghi umanitariamente valutati dove si raccolgono quelli che vogliono venire in Europa e che i paesi europei li accolgano, dopo aver esaminato in loco la domanda». Quindi conclude: «Se questo lo vuole chiamare blocco navale, io sono convinto che tuttora semmai fosse realizzabile, sarebbe la soluzione». Anche a Brucoli arriva l'eco dell'accordo sui migranti in Europa ma la seconda carica dello Stato lo ridimensiona un po': «Accordo è una parola grossa, si può dire che non siamo isolati in Europa». —