Il materiale da consegnare ai periti per ricostruire cause ed effetti dell'incidente del bus a Mestre è praticamente pronto, numerato e schedato. Tra gli investigatori si dice che «la strada parla». Nei 50 metri di cavalcavia «strisciati» dal mezzo sono stati individuati 27 elementi, tra segni delle ruote, pezzi di una porta, lo specchietto retrovisore sinistro, un bullone del guardrail. Tracce che sono state fotografate e digitalizzate. Dalla scatola nera del bus è già stata estratta la scheda di gestione. Il telefono dell'autista, provvisto di due schede Sim, è stato acquisito e sono stati sentiti molti testimoni, una ventina. È una indagine che si preannuncia lunga, così come i tempi nei quali i consulenti tecnici riusciranno a fornire risposte alla Procura. Non sarà facile la perizia sul guardrail, «appena avremo trovato il consulente idoneo» dice il procuratore Cherchi.

Responsi

Si attendono i primi responsi dell'autopsia sul corpo di Alberto Rizzotto, l'autista morto. Fin dall'inizio, testimonianze e video delle telecamere poste sul viadotto, hanno portato ad ipotizzare una causa principale: un malore del conducente, che avrebbe per questo perso il controllo. Su questo bisognerà aspettare le comunicazioni del procuratore Cherchi, l'unico autorizzato a parlare. Così in sua assenza, ieri, a palazzo di giustizia nessuno ha profferito verbo. Nemmeno la pm Laura Cameli, titolare del fascicolo aperto per omicidio stradale plurimo. Che al momento, non avrebbe ancora indagati iscritti. Sono diversi i capitoli di indagine sui quali si lavora; il cavalcavia, il bus, la scatola nera, i video dell'incidente, il telefonino dell'autista, i testimoni che quella sera erano sulla strada. Sono una ventina le persone sentite dagli investigatori.

Tra queste c'è quella, ritenuta particolarmente rilevante, di un poliziotto fuori servizio, ma che è intervenuto per primo, mettendo a disposizione un estintore, e lanciando l'allarme.

Accertamenti

L'indagine prosegue con tre distinte linee di accertamenti: c'è chi ha sentito i feriti, chi ha raccolto le versioni dei testimoni, occupandosi anche delle operazioni di identificazione delle vittime, chi ha effettuato la repertazione degli elementi e delle tracce lasciate dal pullman sull'asfalto e sul guardrail.

Per capire cosa è successo martedì sera, sarà fondamentale il video ripreso dalla telecamera della 'Control room' della municipale. C'è poi l'intero bus, con la scatola nera, attraverso la quale si avranno le immagini delle telecamere interne del mezzo, e le batterie dell'impianto elettrico, Tutte le tracce sull'asfalto e sul luogo dello schianto - il pullman è caduto da un'altezza di 10 metri - , nonché i vari componenti del mezzo sono stati fotografati e digitalizzati. Sotto sequestro anche il guardrail. Dalla scatola nera , recuperata tra i primi oggetti, è già stata estratta la scheda di gestione. —