Il materiale da consegnare ai periti per ricostruire cause ed effetti dell'incidente del bus a Mestre è praticamente pronto, numerato e schedato. Tra gli investigatori si dice che «la strada parla». Nei 50 metri di cavalcavia «strisciati» dal mezzo sono stati individuati 27 elementi, tra segni delle ruote, pezzi di una porta, lo specchietto retrovisore sinistro, un bullone del guardrail. Tracce che sono state fotografate e digitalizzate. Dalla scatola nera del bus è già stata estratta la scheda di gestione. Il telefono dell'autista, provvisto di due schede Sim, è stato acquisito e sono stati sentiti molti testimoni, una ventina. È una indagine che si preannuncia lunga, così come i tempi nei quali i consulenti tecnici riusciranno a fornire risposte alla Procura. Non sarà facile la perizia sul guardrail, «appena avremo trovato il consulente idoneo» dice il procuratore Cherchi.
Responsi
Tra queste c'è quella, ritenuta particolarmente rilevante, di un poliziotto fuori servizio, ma che è intervenuto per primo, mettendo a disposizione un estintore, e lanciando l'allarme.
Accertamenti
Per capire cosa è successo martedì sera, sarà fondamentale il video ripreso dalla telecamera della 'Control room' della municipale. C'è poi l'intero bus, con la scatola nera, attraverso la quale si avranno le immagini delle telecamere interne del mezzo, e le batterie dell'impianto elettrico, Tutte le tracce sull'asfalto e sul luogo dello schianto - il pullman è caduto da un'altezza di 10 metri - , nonché i vari componenti del mezzo sono stati fotografati e digitalizzati. Sotto sequestro anche il guardrail. Dalla scatola nera , recuperata tra i primi oggetti, è già stata estratta la scheda di gestione. —