Ancora con quell'amaro in bocca che sta diventando pericolosamente familiare, il Milan è rientrato in Italia verso l'ora di pranzo, l'aeroporto chiuso non ha permesso ai rossoneri di lasciare Dortmund subito dopo la partita di Champions col Borussia. Un imprevisto che aumenta la stanchezza in un periodo intensissimo. Ma la notte trascorsa ha solo in parte mitigato il rammarico per il secondo 0-0 in coppa.
Il problema del gol
Il Milan doveva e poteva conquistare i tre punti nell'ennesima partita di Champions in cui ha creato tanto ma non è riuscito a bucare la rete. È un problema che dura da troppo tempo. Da ben quattro partite europee, un dato che mai si era verificato prima d'ora nel club rossonero. E Stefano Pioli dovrà riflettere, capire cosa accade nella mente dei giocatori quando si trovano a tu per tu con il portiere avversario. Anche contro il Borussia sono state troppe le occasioni sprecate. Clamorose quelle di Giroud, inefficace il tiro centrale di Pulisic, troppo prevedibile la conclusione di Chukwueze. Per fortuna dei rossoneri la difesa è stata impeccabile, e il percorso Champions lascia aperte le speranze di qualificazione della formazione milanese. Ma servirà l'impresa sia a Parigi sia a San Siro contro il Psg, nel match sulla carta più complicato del girone. La delusione per lo 0-0 deve però essere archiviata in fretta. C'è un campionato che incombe e la sfida serratissima con l'Inter non lascia margini d'errore. Oltretutto i nerazzurri sono galvanizzati dall'ottima prestazione di Champions e sentiranno meno il peso dell'ultimo impegno prima della sosta. Il Milan invece dovrà giocare in trasferta, a Genova, domani sera, e serve una vittoria per chiudere al meglio questo blocco di partite prima del big match contro la Juventus alla ripresa. Il Genoa non può impensierire i rossoneri, punti per strada non se ne possono lasciare. Anche perché dal 22 ottobre, in una settimana, il Milan affronterà Juventus, Psg e Napoli. Tre partite complicatissime, in cui qualche difficoltà è comprensibile. Il Grifone, comunque, non è un avversario da sottovalutare. È squadra tosta che non si dà mai per vinta. È riuscita a battere la Lazio, pareggiare con il Napoli e vincere contro la Roma. In questo avvio, però, il Genoa è stato sconfitto da Lecce e Torino, avversari che dovevano forse essere più alla portata della squadra di Gilardino. Pioli dovrà preparare al meglio, in queste poche ore, una partita che ha tutti gli ingredienti per essere una trappola per i rossoneri: poco riposo, morale non alle stelle, netta differenza tecnica che potrebbe non concretizzarsi.
Le scelte
A centrocampo, dopo la panchina in Champions League, tornerà titolare Adli con Musah e Reijnders. Pobega non ha convinto. Sono sempre poche le alternative a disposizione di Pioli: out Bennacer, Kalulu, Krunic e Loftus-Cheek, oltre a Kalulu e Caldara. In attacco potrebbe rifiatare Giroud per Okafor. Dovrà stare molto attento Theo Hernandez che da diffidato, in caso di ammonizione, rischia di saltare la Juventus. Al di là delle inevitabili rotazioni, il Milan deve vincere con una prestazione altamente convincente per chiudere un blocco intensissimo restando in vetta alla classifica. Un segnale anche per rispondere con i fatti alle critiche. Cassano, sul web, ha ancora una volta attaccato Leao dicendo che «sbaglia sempre la giocata». Il portoghese sui social gli ha risposto con le emoticon del pagliaccio. Le aspettative su Leao sono sempre altissime e si è portati a perdonargli pochissimo ma senza le sue accelerate il Milan sarebbe nettamente meno pericoloso. —