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La manovra punta a sostenere la natalità e i giovani, ma la previdenza pubblica non può essere l'unica stampella, soprattutto in tempi di ristrettezze di bilancio. Il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, rimette in campo un tema caro anche ai sindacati che chiedono da tempo meno tasse sulla previdenza complementare, proprio per renderla più accessibile ai giovani lavoratori. Le ipotesiIl sostegno alle nuove generazioni di dipendenti e autonomi non arriverà però solo incentivando la partecipazione ai fondi pensione privati: si studia, sempre per inserirli in manovra, un meccanismo che favorisca la staffetta pensionati-giovani e si cercano fondi per facilitare il riscatto della laurea. Il capitolo pensioni è uno dei più spinosi per il governo, e sicuramente quello che drena più risorse al bilancio. Giorgetti ricorda che «il peso del welfare anziano del primo pilastro pubblico è il convitato di pietra di ogni proposta di riduzione strutturale del cuneo contributivo, con ovvie conseguenze negative sulla produttività del lavoro, sull'accumulazione di capitale, sulla crescita economica». Per questo «è necessario fare ciò che non è stato fatto sino a oggi: rafforzare, specie per le nuove generazioni, la partecipazione al secondo e al terzo pilastro», ovvero la contribuzione complementare. Diverse le possibilità a cui si lavora in vista della stesura della legge di bilancio. Il piano giovani potrebbe prevedere il riscatto ultra agevolato della laurea e incentivi e sconti fiscali per accedere più facilmente alle forme di previdenza complementare. Ci sarebbe anche l'idea di consentire l'utilizzo dei contributi versati nella previdenza integrativa per raggiungere la soglia minima e uscire già a 64 anni anche per chi ha cominciato a versare dal 1996 ed è quindi interamente nel sistema contributivo. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, aveva poi proposto una norma sul turn over che all'ultimo non è entrata, per una questione di coperture, nel ddl Made in Italy e potrebbe essere recuperata nella legge di bilancio. La misura permetterebbe di contrattualizzare per due anni un lavoratore andato in pensione da non più di 24 mesi che si impegnasse a svolgere attività di tutoraggio di under 30 (o under 35 se laureati) assunti a tempo indeterminato. Una sorta di staffetta caldeggiata anche dalla commissaria dell'Inps Micaela Gelera. Ci sarebbe anche l'ipotesi di un part time (sul modello di alcuni Paesi scandinavi) per chi sta per uscire dal lavoro. le lavoratrICIAnche sul fronte donna si lavora a diverse opzioni, perché la conferma di Quota 103, ovvero la pensione anticipata con 62 anni di età e 41 di contributi non aiuterà la platea delle lavoratrici che in media, a parità di età, hanno meno contributi degli uomini. Si cerca quindi di fare piccoli aggiustamenti per allargare la platea di Opzione donna, perché i paletti inseriti lo scorso anno (sconti solo a chi ha figli e si trova nella situazione di caregiver, invalida o licenziata) hanno di fatto limitato molto le domande, stimate in un migliaio complessivamente. Un nuovo scivolo potrebbe arrivare con Quota 84, la regola che già oggi consente, a chi è interamente nel sistema contributivo, di andare in pensione con 64 anni e 20 anni di contributi se si è maturata una pensione di almeno 2,8 volte quella minima. --