Venerdì del Botta a Ivrea Focus su Antonio Peretti con il libro di Spaggiari
Ivrea
Riprendono in modo egregio i Venerdì del Botta, al debutto del nuovo anno scolastico, con un appuntamento d'eccezione: la presentazione del libro di Mattia Spa ggiari L'amor della mia terra e la speranza-Vita e opere di Antonio Peretti (1815–1858), edito da il Cerchio-Iniziative editoriali. Venerdì 29, dunque, alle 15, all'Auditorium Giovanni Getto del Liceo, in corso Re Umberto I 37, l'autore ne parlerà e si racconterà, dialogando con il professor Sauro Rodolfi, musicologo, storico della musica, organista e docente al Conservatorio di Par ma.
Nato a Reggio Emilia, classe 1966, Spaggiari si è laureato in Lettere all'Università cattolica del Sacro Cuore di Milano, dove è iscritto al Corso magistrale di Filologia moderna. I suoi interessi sono rivolti alla poesia italiana ed europea, soprattutto quella dell'epoca romantica. Dal 2022 è presidente della delegazione Francesco V d'Austria-Este del movimento internazionale Croce Reale–Rinnovamento nella Tradizione. «Questo libro –spiegano le note di presentazione diffuse dal Botta- costituisce un vero e proprio corpus sul poeta dell'Ottocento italiano, nato a Castelnuovo ne' Monti, nell'Appennino reggiano, ed entra anche nello specifico della sua breve vita che trascorse e si concluse proprio come esule a Ivrea, in fuga dal ducato di Modena con le sue repressioni antiliberali».
Ciò che emerge dal libro di Spaggiari è uno spaccato dell'epoca riso rgimentale cittadina: «A Ivrea - continuano- trovò impiego come rettore del Collegio convitto e preside del Ginnasio-liceo, fin da subito accolto in quel cenacolo di intellettuali locali come i Realis, i Giacosa (padre e figlio, poiché il giovane Giuseppe era suo allievo) e nel cenacolo culturale del libraio ed editore Fausto Luigi Curbis, sull'angolo dell'attuale Piazza di Santa Marta. Il libro è un ricco ritratto di quell'Ivrea risorgimentale aperta agli es uli politici che costituisce un elemento fondante della storia cittadina».
Si tratta della monografia scientifica attualmente più completa ed aggiornata sul poeta romantico castelnovese, esponente del pensiero cattolico-liberale di matrice neoguelfa e poeta ufficiale della corte austro-estense dal 1840 al 1848. Il volume è arricchito da una prefazione del professor Giuseppe Langella, docente di Letteratura italiana moderna e contemporanea all'Università cattolica di Milano, e da una postfazione del professor Giuseppe Giovanelli, storico. L'ingresso all'Auditorium Getto è libero fino a esaurimento posti. —
Franco FarnÈ
Franco Farnè