«Scuola e lavoro devono contaminarsi tra loro»
Ivrea
Grande partecipazione ieri, giovedì 28, a CambiaMenti, assemblea pubblica di Confindustria Canavese incentrata sul tema della formazione, dei giovani e delle imprese per il futuro del lavoro.
All'evento hanno preso parte anche diverse classi quinte delle scuole superiori eporediesi. «Vedere questa sala con tanti ragazzi e imprenditori presenti alla nostra assemblea annuale è splendido - afferma Paolo Conta, presidente di Confindustria Canavese, che apre l'incontro. - Abbiamo voluto cambiare il format della nostra assemblea annuale invitando i giovani e i loro insegnanti, per focalizzarci sull'avvicinamento tra il mondo della scuola e quello del lavoro». Poi è la volta dell'intervento del vicepresidente nazionale con delega al capitale umano Giovanni Brugnoli: «Voi sarete gli imprenditori e i collaboratori del futuro ed è importante instaurare da subito il dialogo tra noi, la vecchia generazione, e voi, che oggi per la prima volta vi affacciate sul mondo del lavoro. Dietro ogni cambiamento, anche quello del format di questa assemblea, c'è sempre la volontà di trasmettere un messaggio nuovo. Il tema del capitale umano per Confindustria è sempre stato un asset strategico sul quale puntare per la propria competitività, al punto che Confindustria nazionale nel 1974 ha creato un'università, la Luiss, alla quale ha fatto seguito nel 1991 la Liuc, fondata da Confindustria Varese. Abbiamo sempre dialogato con le istituzioni per far capire che la formazione è un punto essenziale sul quale puntare per intercettare meglio il cambiamento che sta avvenendo nelle nostre fabbriche - continua Brugnoli. - I due mondi devono parlarsi in maniera costante nell'ottica di essere sempre più occupati, o il rischio è di non riuscire a stare dietro al cambiamento che avviene all'interno delle nostre imprese, necessario a mantenere i nostri settori merceologici delle fucine di talenti e i nostri prodotti made in Italy una chiave del successo del Paese. Come imprenditori da una parte dobbiamo investire costantemente nelle imprese, in termini di macchinari e tecnologie, ma dall'altra abbiamo bisogno di personale e collaboratori che abbiano le competenze necessarie per utilizzarli».
Il tema della formazione rimane centrale nell'intervento di Brugnoli, che nei suoi otto anni di delega al capitale umano si è focalizzato sull'aggiornamento delle competenze. «Nei miei anni come vicepresidente ho dialogato con undici ministri dell'Istruzione diversi - spiega Brugnoli. - Ma il tema dell'orientamento e delle competenze è un obiettivo a medio-lungo termine, i cui risultati si vedono magari in cinque o sei anni. Oggi, nel nostro Paese, abbiamo un grosso problema di mismatch , ovvero di differenza tra le richieste di competenze e quante di esse vengono soddisfatte, la condizione di disequilibrio tra domanda e offerta nel mercato del lavoro. Nell'ultimo anno il mismatch è passato dal 43% al 48%. Vuol dire che una figura su due nelle nostre aziende non si trova per mancanza di competenze. Il dialogo tra impresa e istituzione scolastica si è quindi allentato». «Dobbiamo puntare su ciò che chiamiamo long life and large learning , l'apprendimento continuo – ha concluso Brugnoli. – Una persona con formazione tecnica deve continuare per tutta la propria carriera lavorativa ad aggiornarsi, perché le tecnologie cambiano velocemente. In meno di cinque anni le stesse competenze possono diventare obsolete, finendo col creare un allontanamento dal fulcro del lavoro. Il mondo dell'industria non è statico, scuola e impresa devono contaminarsi tra loro».
Al termine dell'assemblea la parola passa ai ragazzi: la maggioranza delle domande viene posta dalle studentesse e ha come fulcro il tema del gender gap. «Ci dite che la differenza tra uomo e donna nel mondo del lavoro non è più così evidente, – fanno notare diverse ragazze del pubblico – ma se ci guardiamo attorno, anche in questa sala, la maggioranza degli imprenditori presenti è maschile. Sarebbe più corretto dire che il mondo del lavoro si sta evolvendo, che magari la parità si raggiungerà quando saremo adulte, ma attualmente non è così e bisogna esserne consapevoli». —
Lorenzo Zaccagnini
Lorenzo Zaccagnini