Al Movicentro vandali devastano l'ascensore «Manca senso civico»

Mauro Giubellini / IVREA

Ivrea e gli ascensori non vanno d'accordo (quelli di ospedale, Movicentro, ponte passerella sono stati protagonisti delle cronache)ma soprattutto le risicate finanze pubbliche vengono pesantemente erose da interventi straordinari che sindaco e giunta devono predisporre per ripristinare le strutture vandalizzate.

Lo conferma il sindaco, Matteo Chiantore, all'indomani dell'ennesimo atto teppistico che ha messo fuori uso uno degli ascensori del Movicentro.

Un gesto che ha fatto letteralmente imbestialire il primo cittadino: «Stiamo lavorando sodo sulle manutenzioni. Presto interverremo su aree verdi e edifici comunali. Rifaremo il tetto a Santa Marta e al Movicentro. E oggi, siamo qui, a cercare di reperire altri fondi per riparare uno degli ascensori del Movicentro non per un guasto, ma per un atto vandalico».

Il primo a denunciare l'episodio è stato il consigliere Massimiliano De Stefano che lo porterà all'attenzione del Consiglio: ieri ha presentato una mozione: «credo - dice il consigliere- sia opportuno segnalare alla comunità. È una mia personale battaglia. Il rispetto della cosa pubblica è sintomo di civiltà. Quella che non ha affatto chi ha danneggiato l'ascensore che dal Movicentro di Ivrea porta sul sovrappasso che attraversa i binari». De Stefano ricorda perfettamente di aver aiutato una giovane mamma in difficoltà, con un passeggino, a salire la rampa e di essere poi rimasto esterrefatto «davanti ad un cartello anonimo che spiegava come l'ascensore era fuori uso perché vandalizzato».

«Il problema come vedete cari amici non sono i disservizi, ma le persone che indisturbate spaccano tutto, magari in preda all'alcol o ad altre sostanze, o semplicemente per gioco - ha scritto De Stefano sui social - Un gioco che costa caro alle persone anziane, a chi ha problemi motori e alle mamme con i passeggini. Farò quello che ogni cittadino dovrebbe fare, una segnalazione agli uffici, e la farò tramite l'applicazione Municipium».

«Immaginando già quanto costerà il ripristino ai contribuenti di Ivrea - prosegue Massimiliano De Stefano - Forse è per quello che tutti noi dovremmo avere maggior rispetto delle cose e dei servizi messi a nostra disposizione. Ho un grosso difetto ahimè - conclude - vivo la mia città e non riesco proprio fare finta di nulla e tirare dritto».

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Mauro Giubellini