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Bakhmut, Andriivka e adesso anche Klishchiyivka. Dopo giorni di affermazioni e smentite, l'Ucraina annuncia la riconquista di territori nel Donetsk e costringe Mosca a correre ai ripari sul fronte orientale. Secondo Kiev, su quella direttrice sarebbero 52mila i soldati schierati dal Cremlino, oltre a 274 carri armati, veicoli corazzati e razzi: un vero e proprio esercito nell'esercito se si considera che in totale nel Donbass ci sarebbero circa 150mila russi. Anche sul fronte meridionale le cose non sembrano andare bene per la Russia. Dopo che Kiev ha superato le prime linee in direzione sud, i militari ucraini riportano che Mosca ha rinforzato i ranghi concentrando le forze sulla città di Tokmak e trasformandola, di fatto, «nella seconda linea di difesa principale». Zelensky Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha ringraziato orgoglioso i suoi soldati per i successi. Successi che, però, non devono spingere all'imprudenza. StoltenbergLa controffensiva ucraina «sta guadagnando gradualmente terreno», ha sottolineato anche il segretario della Nato Jens Stoltenberg ammettendo che tutti speravano in un'operazione «più spedita», ma questo non deve far pensare che il conflitto possa essere breve: bisognerà «prepararsi a una lunga guerra», ha avvertito. Kiev non si limita ad attaccare sui territori ucraini occupati dalle forze del Cremlino. Nella notte tra sabato e domenica una pioggia di droni è stata lanciata sulla Russia e ha colpito un deposito petrolifero nella regione di Oryol, nel sud-ovest del Paese, provocando un enorme incendio visibile anche a molti chilometri di distanza. Un altro Uav è caduto sul territorio di un centro logistico nella regione di Tula, 193 chilometri a sud di Mosca. Le forze russe hanno però dichiarato che la minaccia sulla capitale è stata intercettata dalla difesa area. Lo stesso sarebbe successo anche all'aeroporto di Shaykovka, nella regione di Kaluga, anche questo preso di mira da un drone, distrutto secondo quanto riferito dai russi da elicotteri Mi-28. Un altro drone è infine stato abbattuto sopra la regione di Voronezh, mentre sei attacchi sono stati neutralizzati prima di colpire la Crimea. La penisola annessa unilateralmente dalla Russia nel 2014 è sempre più spesso bersaglio dei raid ucraini. Dopo gli ultimi attacchi al porto di Sebastopoli, che hanno messo fuori uso una nave anfibio e un sottomarino, Mosca avrebbe deciso di disperdere la flotta navale rimanente e di spostare le imbarcazioni da guerra il più lontano possibile, avvicinandone molte a Novorossijsk, nella Russia continentale, e spostandone tre da sbarco nel Mar d'Azov, lontano dalle loro abituali basi sul Mar Nero. Nelle regioni di Kherson, a sud, e di Sumy, nel nordest, le bombe del Cremlino hanno di nuovo fatto vittime tra i civili. Intanto il leader ceceno Ramzan Kadyrov, che giorni fa era stato dato per «gravemente malato» dall'intelligence di Kiev, ha postato un video consigliando «a tutti coloro che non sanno distinguere la verità dalle bugie» di fare una passeggiata all'aria aperta. La clip è stata rilanciata da Unian sottolineando che non si sa se le immagini siano di ieri oppure se si tratti di un video girato tempo fa. --