Tormentavano la vicina di casa Una famiglia intera a processo

Andrea Scutellà / ivrea

«Ricordo Domenico Cirillo con questa maglia rosa che saltava sopra la mia macchina». Ha denunciato un periodo di sette anni di ingiurie, minacce, stalking e lesioni, la regista televisiva 39enne, residente in una villetta a schiera di un tranquillo paese dell'eporediese (che omettiamo, solo per tutelare la vittima). Culminate il 25 aprile 2021, in un episodio che è la somma di tutti gli avvenimenti: sarebbe stata rinchiusa nel garage di casa sua da un'intera famiglia di vicini e poi picchiata. Ha denunciato oltre 7mila euro di danni per la sua auto. È comparsa ieri, ancora scossa, di fronte la giudice Lucrezia Natta, rappresentata dall'avvocato Carlo Musso.

Sul banco degli imputati, invece, ci sono il padre Giuseppe Cirillo, 63 anni, il figlio Domenico Cirillo, 30 anni, la madre Veronica Daniela Marino, 50 anni, e la zia Anna Maria Rosaria Marino, tutti difesi dagli avvocati Alessandro Nicola e Marta Barolat. I reati contestati dalla procura di Ivrea sono vari, il più grave è lo stalking, da cui è esclusa soltanto la zia.

Tutto sarebbe iniziato il 15 gennaio 2014, quando Domenico Cirillo avrebbe tamponato ad alta velocità la regista televisiva, rifiutandosi poi di firmare la constatazione amichevole. In quell'occasione la donna sarebbe stata insultata da padre e figlio, in una colluttazione le avrebbero messo le mani al collo e il figlio poi le avrebbe anche strappato la targa dell'auto.

Denunciando poi il sinistro stradale all'assicurazione, la donna ha ottenuto il risarcimento.

Da quel momento in poi tutta la famiglia avrebbe cominciato a parcheggiare le proprie autovetture davanti al garage della 39enne, rendendole difficoltosa la manovra di uscita. A ogni sua rimostranza rispondevano con epiteti tipo: «Puttana, sclerata, rompicoglioni». Nel 2018 un'ambulanza chiamata per prestare assistenza alla madre della donna, gravemente malata, non è riuscita a effettuare la manovra fino a quando la donna non ha chiesto ai Cirillo di spostare l'auto. E anche quella volta racconta di esser stata insultata.

La lite del 25 aprile 2021 è esplosa perché Domenico Cirillo l'accusava di averle danneggiato l'auto. Ai continui insulti la donna ha risposto bagnandolo con la l'acqua della pompa per innaffiare le piante.

A quel punto Cirillo le avrebbe staccato uno specchietto e avrebbe cominciato a prenderlo a calci. Poi, chiamati, gli altri componenti del nucleo familiare, compresa, la zia, avrebbero raggiunto la donna. Nella colluttazione le sarebbero stati sferrati dei pugni, dei calci. In quel caso è intervenuto anche un vicino, che poi ha testimoniato in tribunale confermando che la donna era stata chiusa nel suo garage.

La donna alla fine è andata in pronto soccorso. Dopo questi episodi si è rivolta alla Casa della donne di Ivrea e ha iniziato un percorso psicoterapeutico.

Andrea Scutellà