Non si placa il dibattito sul sito del nuovo ospedale
SCARMAGNO
Non si placa la discussione tra gli amministratori contrari alla scelta passata in conferenza dei sindaci prima, in giunta e consiglio regionale poi, di costruire il nuovo ospedale dell'ambito eporediese nell'area ex Montefibre a Ivrea. Sia dalla Regione che dall'Asl/To4 confermano che entro la fine dell'anno sarà bandita la gara per le progettazione dell'edificio e nessuno ha intenzione di riaprire il capitolo insediamento nuovo ospedale. Per farlo, va detto, servirebbero a questo punto atti deliberativi motivati per annullare quelli approvati.
A Scarmagno, il sindaco Adriano Grassino, intervenuto giovedì scorso all'incontro a Cuorgnè promosso dai 61 amministratori contrari a Montefibre e favorevoli a Ribes, ora rilancia chiedendo che si faccia un referendum popolare in tutto il Canavese. Grassino intende, inoltre, rilanciare l'area di Scarmagno, dopo l'annuncio della vendita da parte del fondo statunitense della proprietà di Prelios dell'ex comprensorio Olivetti di Scarmagno alla società Fintech ION Group, con sede a Dublino. La vendita dell'area, secondo alcune fonti, sarebbe stata perfezionata per 1,35 miliardi di euro (1,5 miliardi di dollari), anche se il fondo statunitense non ha reso noto il prezzo di cessione dell'area. L'area ex comprensorio Olivetti è quella sulla quale l'imprenditore svedese Lars Carlstrom aveva ipotizzato di costruire una gigafactory di batterie di ioni di litio dedicate al mercato dei veicoli elettrici. Il progetto non si è concretizzato. Tra le cifre emerse quando Carlstrom ha annunciato l'addio all'area, c'era quella legata all'esigenza di una bonifica da oltre settanta milioni di euro. Nulla c'entra, quell'area, con l'insediamento logistico della multinazionale Panattoni. «Si tratta di un terreno già acquistato che costeggia verso il capoluogo di Scarmagno - precisa Grassino - e non è quindi oggetto di nessuna riduzione della grande superficie disponibile. L'area di insediamento del polo logistico non interferisce in alcun modo con il resto del terreno». Per Grassino, il referendum sarebbe in grado di riaprire la discussione sul sito dove collocare il nuovo ospedale. Ma non è tutto.
Da Scarmagno a Banchette. Lì, il gruppo di opposizione Uniti per Banchette formato da Alberto Russo, Maurizio Cieol ed Emanuele Splendore attacca il sindaco Antonio Mazza reo, il giorno della conferenza dei sindaci dell'Asl/To4 del luglio scorso (quella dove si è votato la scelta del sito) di avere sostenuto Montefibre a Ivrea, nonostante i Comuni dell'eporediese ovest avessero scelto tutti Ribes. «È un voto che non possiamo condividere, l'amministrazione è stata eletta per tutelare gli interessi dei cittadini di Banchette. Gli studi effettuati hanno dimostrato che l'area Ribes ha i requisiti necessari, è praticamente confinante con Banchette, è collegata al Comune di Banchette e a larga parte del Canavese in modo ottimale e soprattutto quella localizzazione avrebbe valorizzato le attività presenti in Banchette con un ritorno economico e non solo. È stata una scelta - concludono - contro gli interessi dei cittadini di Banchette». —