Studenti del Botta esplorano Bollengo «Così imparano a conoscere il territorio»

BOLLENGOÈ giunto al quarto anno il campo di ricerca storico, artistico e archeologico organizzato nella settimana che precede l'inizio delle scuole dal liceo classico Botta dei Beni culturali e rivolto alle terze. «Grazie alla lungimiranza della nostra dirigente scolastica Lucia Mongiano, sperimentiamo una nuova modalità di fare formazione affiancando all'insegnamento teorico in classe e sui libri di testo il lavoro diretto sul campo», ha spiegato il docente di storia dell'arte Orso Maria Piavento che, col collega Silvio Ricciardone, ha accompagnato un gruppo di 8 studentesse alla scoperta del patrimonio artistico di Bollengo. Al gruppo si erano aggiunte alcune ex allieve del liceo già iscritte al corso di laurea in Beni culturali. «La loro presenza rappresenta una continuità fra le generazioni nel portare avanti la passione e lo studio volti a preservare il nostro patrimonio artistico», ha precisato Piavento. «Quest'anno l'attenzione del campo di ricerca si è focalizzata nell'approfondimento di tutti gli aspetti del territorio di Bollengo, partendo dall'archeologia e poi occupandosi dell'architettura medioevale, quattrocentesca ed infine barocca. I nostri studenti vengono coinvolti nello sperimentare, anche in un'ottica futura, che cosa voglia dire esercitare una professione che ha a che fare col patrimonio artistico-culturale della nostra zona», ha proseguito il professore. «In questi anni abbiamo esplorato Settimo Vittone, Burolo, Scarmagno, ed ora siamo a Bollengo, sorretti dalla convinzione che l'istituzione scuola debba interfacciarsi e legarsi al suo territorio. Qui ci siamo concentrati principalmente sulla chiesa romanica dei Santi Pietro e Paolo di Pessano, assai ben conservata grazie ad un intervento di recupero ventennale, sul campanile di San Martino di Paerno, conosciuto tradizionalmente come il Ciucarun, e sulle altre chiese del paese».Nella giornata di venerdì scorso, docenti e studenti hanno rivolto la propria attenzione alla parrocchiale di Sant'Eusebio, edificata fra 1834 ed il 1838, al cui interno sono conservate opere riconducibili al periodo tardo barocco. Ad accompagnarli nella visita il diacono Alessandro Ugo, di Bollengo, diplomato al liceo artistico ed autentico appassionato della storia, dell'arte e delle tradizioni del suo paese. Sotto la sua guida, e stimolate dalle osservazioni provenienti dai due professori, le giovani hanno sostato nei luoghi più significativi del sacro edificio. Si sono presi in considerazione il suo stile architettonico ed i suoi volumi così come i dettagli di statue e tele, fondamentali ed imprescindibili per comprendere l'ispirazione, la tecnica ed il messaggio in esse contenuti. Durante il tour Ugo ha mostrato gli antifonari contenenti le parti cantate della liturgia, una croce processionale con scolpiti i simboli della Passione, preziosi reliquiari custoditi sotto l'altare maggiore ed un finissimo ostensorio in rame dorato donato al paese da Costantino Nigra nel 1860. Ricciardone ha spiegato: «I dati raccolti in questa settimana confluiranno in un lavoro di ricerca che sarà affrontato durante l'intero anno scolastico e che culminerà con la divulgazione alla comunità di Bollengo di tutto quanto è emerso dal nostro studio».Soddisfazione per l'accordo col liceo Botta ha espresso il sindaco Luigi Ricca: «Seguendo i lavori del campo di ricerca ho scoperto come dall'esame di dettagli architettonici si possa tracciare un percorso storico importante. Vogliamo quindi coniugare l'obiettivo della formazione dei giovani con la divulgazione della nostra storia a tutti coloro che giungono nel nostro paese da ogni parte del mondo. Il mio grazie va alla dirigente scolastica e ai docenti insieme al sincero apprezzamento per la preparazione e l'interesse mostrato dalle studentesse. Attendiamo ora il frutto del lavoro di elaborazione che verrà svolto in classe». --Paolo Airoldi