Cineclub al Boaro, stagione 62 Al via martedì con Buster Keaton
IVREAContinuano a essere in distribuzione nei giorni e orari di programmazione della rassegna, le tessere di abbonamento alla stagione 2022-2023 del Cineclub Ivrea, la numero 62, organizzata in collaborazione con l'associazione culturale Rosse Torri, che debutterà martedì 12 e mercoledì 13, con il tradizionale omaggio di apertura a capolavori storici della settima arte, che, quest'anno proporrà saranno One week e The General, due realizzazioni piacevolissime del grande Buster Keaton, rispettivamente del 1920 e del 1927, recentemente restaurate. A comporre il programma dell'ormai storica rassegna eporediese trenta i film di qualità culturale e civile, che, spesso, malgrado i riconoscimenti internazionali, non riescono ad arrivare nelle sale cinematografiche delle città di provincia. I film, come nelle precedenti stagioni, sono quasi tutti di recente uscita e scelti con l'intento di valorizzare le cinematografie meno conosciute di varie parti del mondo. Un ricco cartellone, insomma, per soddisfare, fino al 29 maggio 2024, i gusti più diversi, dal semplice appassionato al cinefilo più esperto ed esigente.Queste le date e i titoli successivi:19-20/9, Rapito, di Marco Bellocchio; 26-27/9, Tra due mondi, di Emmanuel Carrère; 3-4/10, Amira, di Mohamed Diab; 10-11/10, Il supplente, di Diego Lerman; 17-18/10, Le mie ragazze di carta, di Luca Lucini; 24-25/10, Nezhou-Il buco nel cielo, di Soudade Kaadan; 7-8/11, Ritorno a Seoul, di Davy Chou; 14-15/11, Silent Land, di Aga Woszczynska; 21-22/11, As bestas, di Rodrigo Sorogoyen; 28-29/11, La lunga corsa, di Andrea Magnani; 5 e 6/12, L'ordine del tempo, di Liliana Cavani; 12-13/12, La folle vita, di Raphaël Balboni e Ann Sirot; 9-10/1/2024, Empire of Light, di Sam Mendes; 16-17/1, Cattiva coscienza, di Davide Minnella; 23-24/1, Lubo, di Giorgio Diritti; 30-31/1, Animali selvatici, di Cristian Mungiu; 6-7/1, Last Film Show, di Pan Nalin; 20-21/2, Cento domeniche, di Antonio Albanese; 27-28/2, The Store, di Ami-Ro Skol; 5-6/3, Polite Society-Operazione matrimonio, di Nida Manzoor; 12-13/3, Houria-La voce della libertà, di Mounia Meddour; 19-20/3,Priscilla, di Sofia Coppola; 26-27/3, Drive-Away Dolls, di Ethan Coen; 9-10/4, Io capitano, di Matteo Garrone;16-17/4, L'ultima volta che siamo stati bambini, di Claudio Bisio; 7-8/5, After Work, di Erik Gandini; 14-15/5, The Old Oak, di Ken Loach; 21-22/5, Asteroid City, di Wes Anderson; 28-29/5, The Palace, di Roman Polanski. Le proiezioni si terranno nei giorni di martedì (alle 15, alle 17.10, alle 19.20 e alle 21.30) e mercoledì (alle 15.30 e alle 18). Invariato, rispetto allo scorso anno, il prezzo della tessera: 45 euro (per i minori di 25 anni, 30). «Nasce sotto il segno di un piccolo miracolo - evidenziano gli organizzatori - questa 62ª stagione che ha rischiato di non venire realizzata causa abbandono del vecchio sponsor. Per fortuna, quando le speranze parevano abbandonarci, si è fatta avanti IvreAssicura, resasi disponibile a darci una mano per salvaguardare la storica rassegna eporediese e non disperderne il solido patrimonio culturale che rappresenta. La nostra gratitudine a IvreAssicura è totale e sincera». Il Cineclub è un'iniziativa culturale di qualità che si propone di illustrare le nuove tendenze del cinema con pellicole di autori emergenti e opere che, oggi più che mai, farebbero fatica a conquistarsi uno spazio adeguato nelle logiche di business delle case di produzione nazionali ed internazionali. Grazie alla sua profonda capacità di interpretare i tempi e il gusto del pubblico, il Cineclub, all'inizio sostenuto dal Centro culturale Olivetti, è, dal 1995, totalmente autonomo sia come gestione, sia come finanziamento. Ed è riuscito a mai abdicare alla sua filosofia improntata non solo a proporre temi di riflessione, ma soprattutto a sviluppare la coscienza critica dello spettatore e la sua partecipazione attiva alla cultura cinematografica. Proprio grazie a tale filosofia e all'immutata qualità della programmazione il Cineclub continua e registrare, da parte dei tanti spettatori, una soddisfazione che va ben oltre la storica fiducia in questa istituzione culturale cittadina. --FRANCO FARNÈ