Senza Titolo
Mancano ormai poche ore alla partita con la Macedonia del Nord (domani alle 20,45, diretta su Raiuno) che segnerà il debutto di Luciano Spalletti sulla panchina azzurra. Il successore di Roberto Mancini sta continuando la preparazione a Coverciano per la prima delle due gare valide per le qualificazioni europee (la seconda sarà a Milano martedì prossimo con l'Ucraina). L'obiettivo naturalmente è cominciare nel migliore dei modi, con un successo per risalire nella classifica del girone e riportare fiducia ed entusiasmo nell'ambiente. si lavora al 4-3-3 Il commissario tecnico sta alternando lavoro al video e esercitazioni in campo, tenendo tutti coinvolti e partecipi: per le scelte definitive di formazione attenderà l'ultimo momento, la certezza è il modulo 4-3-3 provato anche ieri pomeriggio. Per il resto rimangono i dubbi, specie per quanto riguarda la coppia dei centrali difensivi, il ruolo di regista (duello fra Locatelli e Cristante) nella mediana con Barella e Tonali, e la composizione del tridente: Immobile appare in vantaggio nel ballottaggio con Raspadori, per gli altri due posti scalpitano Chiesa e Politano ma attenzione alla variabile Zaccagni. L'unico giocatore che, al contrario dei giorni scorsi, ieri ha svolto lavoro differenziato è Pellegrini per fastidi muscolari. L'Italia svolgerà la rifinitura a Coverciano oggi alle 10,30, aperta ai media per i primi 15'. Poi la partenza per Skopje dove alle 18,15 i giocatori faranno un giro all'interno dell'Arena Todor Proeski e alle 18,30 parleranno in conferenza stampa Spalletti e Immobile. Dopo la gara di domani gli azzurri non faranno ritorno a Firenze ma andranno direttamente a Milano dove prepareranno, nel centro sportivo del club rossonero, la sfida di martedì in un San Siro che si annuncia gremito. «Comincia un nuovo corso, bisogna partire subito forte, con due vittorie, per ritrovare fiducia e nuovi stimoli». La carica di Nicolò Barella, unico giocatore italiano inserito fra i 30 candidati per il Pallone d'oro, sprona i compagni di squadra. Barella guarda avanti «Avendo già giocato contro la Macedonia sappiamo che sarà una sfida difficile - avverte il centrocampista - Quella sera a Palermo sentii troppo la pressione, io e i compagni non riuscimmo a giocare con ordine e lucidità. Non avevamo percepito nulla di un possibile addio di Mancini. Per quanto mi riguarda non posso che ringraziarlo, ci legherà per sempre la vittoria dell'Europeo ottenuta con merito e giocando un grande calcio. Con Spalletti - prosegue Barella - è arrivato un allenatore altrettanto bravo ma non mi sentirete mai dire se uno è meglio dell'altro. Interpretano il lavoro in modo diverso e ogni allenatore ha le sue caratteristiche e cerca di sfruttare nel modo migliore quelle dei suoi giocatori. Il nuovo ct avrà bisogno di tempo e grande disponibilità da parte di tutti. Intanto ci ha trasmesso grandissime idee ma so se posso dirle - sorride - sono nuove pure per me a livello di movimenti anche senza palla, fase difensiva e non solo. Di certo lui ha sempre fatto giocare benissimo le sue squadre». --