Cantiere per l'elettrificazione, piazza Perrone non sarà stravolta
Vincenzo Iorio / IvreaSono due le buone notizie che arrivano dal fronte della maxi opera da 80 milioni di euro per elettrificare la tratta ferroviaria Ivrea-Aosta. La prima riguarda la modifica da parte di Rfi del progetto sull'innalzamento della galleria ferroviaria che attraversa il lungo Dora, necessario per consentire il passaggio della linea elettrifica e dei treni. Dai nuovi rendering arrivati in Comune nei giorni scorsi, l'innalzamento sarebbe stato dimezzato, passando da 1 metro ad appena 50 centimetri. La seconda buona notizia riguarda la viabilità: Rfi ha assicurato che durante il cantiere sarà sempre lasciata libera una corsia per le auto nel tratto del lungo Dora interessato dai lavori.Per quanto riguarda la galleria, la modifica del progetto significa che piazza Perrone e via Riva non saranno stravolte come ipotizzato in un primo tempo dai progettisti. L'innalzamento di 1 metro del tunnel avrebbe portato infatti alla realizzazione sul lungo Dora di un dosso molto impattante per la viabilità e il profilo estetico urbano, mentre per via Riva si era ipotizzata la rimozione e la ricostruzione dell'intera rampa. Non ci saranno più, quindi, quei due gradini all'altezza dell'edificio dove oggi al piano terrà c'è un'agenzia di viaggio.Problema analogo si era presentato per il cantiere a nord di Ivrea, quello all'altezza della curva del culoto. Un anno fa i tecnici di Rfi avevano individuato una soluzione tecnica che consente di evitare per mesi e mesi il traffico alternato sulla statale 26 per la Valle d'Aosta.Per quel che concerne la viabilità, invece, viene meno la necessità di creare un'alternativa all'asse principale che attraversa la città. «Corso Garibaldi - spiega il sindaco Matteo Chiantore - è interessata dal Piano Speditivo della Prefettura nel malaugurato caso di chiusura dell'autostrada A5 a fronte del movimento franoso a Quincinetto o altre calamità». In un primo momento infatti si era ipotizzato di ripristinare il doppio senso di marcia proprio su corso Garibaldi che probabilmente avrebbe richiesto un intervento di consolidamento per sopportare il raddoppio del traffico. Nei prossimi giorni il sindaco Chiantore incontrerà i tecnici di Rfi. Sul tavolo ci sono alcune questioni da chiarire e sui cui la città aspetta risposte. «Di sicuro - aggiunge Chiantore - dobbiamo capire se la nuova soluzione meno impattante sul lungo Dora non allungherà i tempi del cantiere che, senza ombra di dubbio, comincerà solo dopo Carnevale 2024. Aspettiamo poi ancora una risposta definitiva sulla proposta avanzata dal Comune di evitare l'elettrificazione della galleria dotando i treni di una batteria elettrica che consenta di affrontare quel chilometro».In linea del tutto teorica Rfi e Regione Valle d'Aosta non hanno mai chiusa la porta alla proposta di Ivrea, pur specificando che da parte loro non ha senso elettrificare una tratta di 66 chilometri interrompendo l'opera nell'ultimo chilometro. C'è poi un problema di costi, non indifferenti, per dotare l'intera flotta che viaggia sulla linea Aosta-Ivrea-Chivasso-Torino, di una batteria. L'azienda che fornisce la Valle d'Aosta dei treni bimodali ha parlato di 3 milioni su un singolo treno, costi che potrebbero scendere se le batterie fossero applicate su larga scala. A pagare però dovrebbe essere la Regione Piemonte che sulla proposta di Ivrea non si è mai espressa. Ma se pure venissero trovati i soldi, resta un problema di fondo: quei treni sarebbero gli unici, in Piemonte, ad essere dotati di batteria e non potrebbero essere sostituiti nel giro di poco in caso di guasti.Se l'alternativa al treno dotato di batteria sembra sempre più di difficile attuazione, la partita si giocherà sulle opere compensative. La giunta precedente aveva ipotizzato un restyling del lungo Dora. L'attuale giunta invece punterebbe a molto più in alto. Sul piatto c'è la richiesta a Rfi della progettazione per il raddoppio parziale della ferrovia nel tratto tra Ivrea e Chivasso (l'unica soluzione valida per accorciare i tempi) e la ristrutturazione dell'ex caserma Valcalcino, dichiarata inagibile, e che un tempo ospitava molte associazioni del territorio e che un domani potrebbe diventare una struttura ricettiva. --