Da Pont a Vienna ricerca e intelligenza artificiale per il giovane Marchisio

Viola Configliacco / Pont CanaveseUna carriera accademica degna di nota ha portato il giovane Alberto Marchisio via dal suo paese natale, Pont Canavese, fino in Austria e in futuro nei caldi Emirati Arabi Uniti. Di dove è originario e quanti anni ha? Da quanti anni vive all'estero e dove viveva e di cosa si occupava prima di trasferirsi all'estero?«Sono nato a Torino 29 anni fa e ho trascorso la mia infanzia e adolescenza a Pont Canavese, dove ho frequentato la scuola materna, elementare e media. Quindi ho proseguito gli studi al Liceo scientifico Aldo Moro di Rivarolo. Durante la mia adolescenza e i primi anni del liceo ho praticato con grande entusiasmo la pallavolo, giocando nell'Alto Canavese Volley. Ho sempre avuto una grande passione per la matematica e la fisica e dopo il diploma mi sono iscritto al Politecnico di Torino, scegliendo Ingegneria Elettronica».Perché ha scelto di emigrare? Che percorso ha fatto una volta all'estero? In che luoghi ha vissuto e in che cosa si è impegnato?«Nel 2017, durante l'ultimo anno della laurea magistrale, ho ottenuto una borsa di studio per svolgere una tesi di ricerca sul Machine learning (l'apprendimento automatico nell'intelligenza artificiale, ndr) alla Technische Universität di Vienna, in Austria. Qui sono stato inserito in un gruppo di ricercatori molto preparati guidati dal professor Shafique. Questa attività mi ha entusiasmato, il mio lavoro è stato pubblicato ed ho avuto il piacere di esporre il frutto della mia ricerca alla International joint conference on neural networks 2018 a Rio De Janeiro, in Brasile. Conseguita la Magistrale, per me è stato naturale proseguire l'attività di ricerca in questo team con un Dottorato di ricerca, sempre inerente al Machine learning».Com'è la vita di un expat? Quali sono stati gli aspetti più difficili del trasferimento? E quelli più semplici?«A Vienna si vive piuttosto bene perché è una città ben organizzata, con trasporti pubblici sempre puliti, in orario e capillari. Non a caso negli ultimi anni è sempre in cima alla classifica delle città più vivibili al mondo. Per i giovani vi sono molti servizi, estese aree verdi lungo il Danubio ed i suoi canali. Inoltre, vi sono numerosi studentati dove si possono affittare camere o mini alloggi. In questi centri è facile socializzare e fare amicizia con altre persone provenienti da tutto il mondo. Prima di partire ero preoccupato perché non conoscevo il tedesco e temevo di non riuscire a comunicare in Austria. Ho cercato di imparare alcune semplici frasi e parole essenziali. Per fortuna all'università e nella maggior parte dei luoghi tutti conoscono l'inglese e ho sempre comunicato in questa lingua. Il tedesco lo uso quando vado nei bar, nei ristoranti e nei negozi per comunicare con il personale. Per quel che riguarda il cibo, Vienna offre la possibilità di variare molto. Infatti, oltre ai ristoranti tradizionali austriaci, vi sono ristoranti giapponesi, messicani, tailandesi. Spesso, però, frequento anche le ottime pizzerie e gelaterie italiane che ci sono in città».Com'è cambiata la vita grazie al trasferimento? Progetti futuri?«Durante il Dottorato di ricerca, ho realizzato diverse pubblicazioni, esponendole in conferenze internazionali in Europa, negli Stati Uniti, in Giappone ed in Australia. Una volta terminato il Dottorato, mi trasferirò presso la New York University nella sede di Abu Dhabi come ricercatore Post-dottorato. Se da un lato mi dispiace lasciare la capitale austriaca, sono anche stimolato ad affrontare un nuovo ambiente di lavoro».Rifarebbe la stessa scelta? Sente mai nostalgia del Canavese e di casa? Che rapporto ha con chi è rimasto in Canavese, dalla famiglia agli amici?«Rifarei la scelta di andare all'estero perché viaggiare e conoscere ambienti diversi apre nuovi orizzonti e crea più ampie occasioni per apprendere e fare esperienza. Naturalmente la lontananza dai familiari e dagli amici in Canavese talvolta mi pesa, anche se spesso riesco a tornare per brevi periodi, lavorando da remoto. Inoltre, mi tengo in contatto quotidianamente con le persone care in Italia tramite videochiamate. La tecnologia e i voli aerei a basso costo accorciano le distanze». --© RIPRODUZIONE RISERVATA