Pericolo incendi nei boschi seccati dal sole
Simona BombonatochiaveranoIn condizioni normali i boschi cominciano a chiazzarsi di erba secca a inizio autunno. Tra fine settembre e ottobre, precisamente. Quest'anno il panorama collinare e pedemontano del Canavese ha invece assunto questa connotazione già da alcuni giorni.Le due ondate di calore giunte dall'Africa, di cui la seconda - l'anticiclone Nerone - in fase di attenuazione solo tra sabato e domenica prossima dopo giornate da massime a 35-38°, hanno privato la vegetazione e le zone verdi dell'umidità, determinando quell'effetto "paglia" che l'anno scorso, di questi tempi, era stata la siccità a causare. A differenza del 2022, maggio e giugno non sono stati avari in pioggia, in compenso luglio e agosto hanno portato gli anticicloni africani con la loro aria afosa e opprimente, pure in quota (solo domenica lo zero termico sulle Alpi era fissato a oltre 5mila metri) per un'estate che secondo gli esperti è già la terza più calda di sempre. E se solo a inizio agosto a bruciare era stata parte di un bosco (colpito da un fulmine) a quota 1.800, sopra Traversella, è il bollettino giornaliero di Arpa Piemonte a dire che, in Canavese, il rischio che si sviluppino incendi è elevato: livello 4 (arancione) su una scala da uno a 5 (rosso, massimo pericolo). Ovvero, «a seguito di un innesco il fronte di fiamma si può diffondere molto rapidamente e la sua estinzione risulta difficile». Così sarà, sempre secondo il bollettino diramato ieri (giovedì) per le prossime 72 ore, almeno fino a sabato, quando il caldo anomalo dovrebbe cedere il passo ai temporali. Tra gli Aib sul territorio pronti a intervenire in caso di necessità, in sinergia e coadiuvando l'opera dei vigili del fuoco, c'è il gruppo di Chiaverano guidato da Matteo Ponzetto, una ventina di volontari operativi per un sodalizio nato undici anni fa. «Non siamo in una situazione di massimo pericolo - premette Ponzetto -, che invece il bollettino di oggi (ieri ndr) dà nel Cuneese e nel Piemonte Sud-Est. Il rischio è però elevato e non va sottovalutato. Da parte dei singoli questo significa attenersi in modo scrupoloso ai comportamenti di buonsenso desumibili dalla legge regionale 15 del 2018, legge che detta sì il divieto di abbruciamento tra settembre e aprile, e non è il nostro caso, ma indica anche i comportamenti da tenere in prossimità del bosco. Faccio alcuni esempi: i residui da potatura è meglio farli marcire, anziché biotriturarli e bruciarli, e poi attenzione all'auto se si vanno a fare passeggiate per prati e boschi, che la marmitta non sia a contatto con l'erba secca. Se si fanno grigliate, assicurarsi di aver spento completamente le braci, perché se la notte si alza il vento la situazione può degenerare. Un rischio elevato deve corrispondere a un livello di attenzione più alto». Una cosa importante da dire a chi va per boschi: «Se si avvistano incendi, anche solo sospetti, va chiamato subito il 112. Non perdete tempo a chiamare l'amico che presta servizio in Aib, come a volte succede. L'interfaccia sono i vigili del fuoco, i quali, se serve, chiamano noi». Per quanto riguarda il caldo africano, Arpa Piemonte prevede in Canavese un generale miglioramento a partire tra sabato e domenica, grazie all'arrivo delle piogge, con temporali anche di forte intensità. Allerta eventuali saranno diramate eventualmente con un anticipo di 36 ore. --