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Un occhio alla Svizzera ed uno alla gestione di Paola Egonu, non più titolare inamovibile dell'Italvolley femminile. In vista del secondo match degli Europei di pallavolo contro la Svizzera (oggi a Monza alle 21 dopo la prima vittoria con la Romania all'Arena di Verona) il commissario tecnico azzurro Davide Mazzanti inquadra il momento delle sue ragazze a cui chiede, oltre al naturale equilibrio dopo il successo all'esordio, di continuare a crescere in particolare per quanto riguarda i tempi di gioco. «Nella vittoria e nella sconfitta - sottolinea il ct azzurro della Nazionale italiana di pallavolo femminile - bisogna tenersi in equilibrio. Fefè De Giorgi dice che bisogna festeggiare con sobrietà e deprimersi con coraggio, credo questa sia la sintesi dell'essere in equilibrio». E guardando al match di oggi aggiunge: «Con la Svizzera (reduce dalla sconfitta al tiebreak con la Bosnia, ndr) è una storia tutta da scrivere. La cosa più importante è la coerenza per un allenatore. Nella prima partita è stato difficile valutare quello che abbiamo fatto, soprattutto avendo giocato all'aperto. Dalla partita con la Svizzera mi aspetto di rivedere i tempi di attacco dei test match e la fluidità nel fare le nostre cose. Gran parte della nostra storia la scriveremo passando da quei tempi d'attacco. La partita di Verona è stata diversa da tutte le altre perché per la prima volta noi siamo stati la cornice di un qualcosa di straordinario, è stato emozionante», ha indicato Mazzanti. «Adesso - prosegue il ct delle azzurre - torniamo a giocare in un ambiente usuale, due partite consecutive da gestire anche dal punto di vista fisico». Quanto alle individualità, il discorso di Mazzanti non può non cadere sulla situazione di Paola Egonu, passata dall'essere la stella della Nazionale italiana al dover sedere in panchina: «Le ho spiegato cosa mi aspetto da lei. Ci siamo confrontati con lei sulla mia idea adesso, anche perché mi aveva detto la sua idea: ovviamente di essere determinante in questa squadra. Io le ho spiegato quello che vedo e quello che mi aspetto da lei». --