Una sciarpa granata e la maglia azzurra per l'addio a Quarello
STRAMBINOOltre quattrocento amici hanno salutato per l'ultima volta Alfio Quarello, giornalista sportivo di 76 anni, storico collaboratore de La Sentinella del Canavese, scomparso lo scorso giovedì 10 agosto. Sabato mattina il feretro è giunto sul sagrato della chiesa parrocchiale. La bara rigorosamente granata, colore del Toro, perché la bandiera della sua squadra era la sua seconda pelle e portarla era come un viaggio tra le stelle. Poi la maglietta azzurra della Strambinese.Edoardo Caputo, giocatore della Strambinese ha voluto ricordare Quarello così: «Alfio è stato uno dei primi ad accogliermi in questa grande famiglia, credeva molto in me, ora il nostro obiettivo più grande è fare un bel campionato per farlo felice da lassù». Anche Dario Marini, ex tecnico di calcio afferma: «Quando sono arrivato in Piemonte da Roma, Alfio è stato tra quelli che maggiormente mi hanno fatto integrare in questa nuova realtà». Alfio Quarello durante i suoi anni di cronista sportivo ha conosciuto moltissimi dirigenti, tra i quali Salvatore Pronestì, segretario dell'allora Canavese: «Era una persona umile, di cuore, sempre disponibile con tutti, grande intelligenza e competenza, amava stare dietro le quinte, un amico su cui fare affidamento sempre». Altro dirigente che conosciuto Quarello è stato Domenico Fuscà: «Era un signore, l'ultima volta l'ho visto qualche tempo fa entrare nella sua seconda casa, il rettangolo di gioco del Bertotti di Strambino. Mancherà a tutti noi».Quarello è stato ricordato anche in qualità di calciatore, come spiega Luigi Sergio Ricca: «Abbiamo preso parte a molte gare campestri negli anni '60, era velocissimo, così come anche come portiere della Strambinese era fantastico. Quanti duelli abbiamo vissuto. Io difendevo i pali dell'Azeglio e spesso eravamo avversari, ma sempre con grande correttezza. Mi lega a lui anche la passione per il Torino e il ciclismo. Domenica prossima, 20 agosto, in occasione del trofeo Angelo Ricca a Bollengo, faremo qualcosa in suo onore per ricordarlo». Quarello infatti era anche un grande amante del ciclismo, come ricorda l'amico Mario Cordera: «Era un intenditore e qualche anno fa siamo ancora andati a vedere il Tour de France all'Alpe d'Huez, c'era sempre grande allegria. «Un vero maestro di vita e di giornalismo», hanno detto Sergio Calvi e Tiziano Passera, ex responsabili dei servizi sportivi della Sentinella del Canavese. --Loris Ponsetto