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aostaLa Valle d'Aosta, nel confronto con le province italiane, è il territorio che in termini percentuali ha più risentito, dopo Trieste, del calo dei prestiti alle imprese (società non finanziarie).Guardando al maggio scorso, rispetto a un anno prima, nella regione alpina la diminuzione degli impieghi vivi (vale a dire al netto delle sofferenze) alle imprese è stata del 14,6%.In valori assoluti il calo è di 290,7 milioni di euro: da 1.984,9 milioni si è passati a 1.694,3. Il dato emerge da un'elaborazione dell'Ufficio studi Cgia su dati Banca d'Italia. Nella provincia di Trieste il calo è stato del 15%, a Biella del 12,7% e a Savona del 12,2%.Fanno registrare i dati migliori le province di Isernia (+16,5%), Reggio Emilia (+4%), Bologna (+3,7%) e Trapani (+3,5%).«A livello italiano - fa sapere la Cgia - i prestiti bancari alle imprese italiane (società non finanziarie) sono calati del 5% (-33,3 miliardi di euro) e tra i 20 paesi dell'Eurozona solo Cipro ha avuto un risultato peggiore del nostro».Cgia comunica che nell'ultimo anno «i depositi bancari delle imprese italiane sono diminuiti del 4,3 per cento (pari a -21,5 miliardi di euro)». Dal 2011 «il trend dei prestiti bancari alle aziende è in costante calo; una leggera inversione di tendenza si è verificata tra i primi mesi del 2020 e settembre 2022, grazie alle garanzie pubbliche misure messe in campo dal governo Conte 1 e Conte 2 che hanno consentito agli imprenditori di accedere al credito con maggiore facilità». Tendenza invertita nell'ultimo anno a causa dell' «aumento dei tassi di interesse" che "ha contribuito in misura determinante a ridurre il flusso dei prestiti alle attività economiche». --c.c.