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Vincere la sfida sul clima e l'ambiente è possibile. Ne è convinto il Papa che chiama i giovani a diventare i protagonisti di questo cambiamento. Ma senza settarismi e ideologie. «In nome del progresso si sta facendo strada un regresso e questo non è possibile. Voi siete la generazione che invece può vincere questa sfida: avete gli strumenti scientifici e tecnologici più avanzati ma, per favore, non cadete nella trappola di visioni parziali». Quella che ha nel cuore il Papa, e su questo ha scritto l'Enciclica Laudato sì, è «l'ecologia integrale». E dunque il compito deve essere quello «di ascoltare la sofferenza del pianeta insieme a quella dei poveri; di mettere il dramma della desertificazione in parallelo con quello dei rifugiati; il tema delle migrazioni insieme a quello della denatalità. Non polarizzazioni, ma visioni d'insieme». E comunque niente mezze misure: «Non ci si può accontentare di semplici misure palliative o di timidi e ambigui compromessi», il monito del Papa, secondo il quale «le vie di mezzo sono solo un piccolo ritardo nel disastro». Il Pontefice parla alla Gmg più green di sempre: nel Parque Eduardo VII, che ieri è stato invaso da cinquecentomila giovani e centinaia di bandiere per accogliere il Papa, i ragazzi cercano di rispettare il verde che gli viene prestato per questo evento. Su tutti gli alberi campeggia il manifestino con sopra scritto, in portoghese e in inglese, «proteggi gli alberi di Lisbona». Di bottigliette di plastica se ne vedono davvero poche, sostituite dalle borracce, uno dei gadget che è stato consegnato a tutti i giovani pellegrini arrivati in Portogallo. Un gruppo di ragazzi ha preparato un Manifesto in cui si impegna a consumare meno e a riutilizzare le cose. Il riciclo entra dunque nel linguaggio di questa generazione dopo l'usa-e-getta degli ultimi decenni. Il Manifesto, che chiama in causa anche le istituzioni politiche e la stessa Chiesa, «è stato consegnato questa mattina al Papa», riferisce monsignor Claudio Giuliodori, assistente dell'Università Cattolica, per il quale «i giovani possono essere il motore del cambiamento». Poi cita Blaise Pascal: «L'umanità sta correndo verso il baratro e per non pensare a quello che sta facendo si mette un bel teatrino davanti». «Sono passati quattrocento anni e questa affermazione vale anche oggi», commenta il vescovo italiano a margine della Gmg di Lisbona. --