Nel bosco del monte Murzan fotografando gli aironi cenerini
COLLERETTO GIACOSA Esiste a Colleretto Giacosa una piccola oasi naturale dove vi è una variegata fauna, l'oasi del monte Mezzano, detto monte Murzan. Vi hanno trovato casa diversi tipi di uccelli tra i quali gli aironi cenerini. Un bosco magico e suggestivo in cui sono stati introdotti i tanti presenti alla serata di sabato 22, al Venesia, attraverso le foto di Giuseppe Bruno, fotografo naturalista 80enne, di Romano, esposte in mostra con la collaborazione di Ettore Sartoretto Verna fino a domenica. Questo per quanto riguarda le immagini, mentre la spiegazione del grande patrimonio di biodiversità del monte Murzan è stata affidata a esperti del calibro di Simone Ravetto Enri, ricercatore in Ecologia e Gestione delle praterie per l'Università di Torino e Ilario Manfredo, dell'Ispra uccelli acquatici e birdwatcher. Le fotografie, bellissime, di Giuseppe Bruno, hanno raccontato della presenza di una decina di nidi dell'airone cenerino, ma anche di altre specie di uccelli (anche rapaci), di insetti vari, libellule, farfalle, piante e fiori, nell'habitat naturale della garzaia di Colleretto. Documentazione fotografica raccolta durante una ventina di discreti e silenziosi appostamenti durante i quali Bruno ha atteso lo scatto giusto. Il sindaco Ernesto Marco, presente alla serata, non ha escluso di raccogliere tutto questo materiale in un fascicolo prima del termine del suo primo mandato, a giugno 2024. A promuovere questo appuntamento volto alla promozione ambientale del Canavese è stato il Club per l'Unesco di Ivrea che, con gli interventi della presidente Carla Aira e del suo vice Antonio Frassà, ha ricordato l'impegno del gruppo nel coinvolgere le scuole eporediesi nelle iniziative ecologiche inducano i più giovani a scoprire l'immensa ricchezza naturalistica del Canavese. Iniziative che hanno già visto la pubblicazione dell'eco-libro Le fiabe degli alberi' e il Salv8, attività sulla estinzione di alcune specie animali riprodotte in pannelli destinati poi alle scuole elementari Olivetti di San Grato, a Ivrea, fino a quest'ultimo progetto dal titolo "L'areale di Colleretto Giacosa: la garzaia e... dintorni", tema della serata di sabato scorso, appunto. A nome dalla quarantina di soci dell'associazione di birdwatcher il Tarabuso di Ivrea, Ilario Manfredo ha illustrato i 28 anni di osservazione svolta con occhi puntati su flora e fauna, le loro escursioni nei boschi, laghi e fiumi, e ha sottolineato che, oltre alla decina di nidi della garzaia di Colleretto, l'airone cenerino è presente in una cinquantina di coppie al lago di Candia, a Viverone e Volpiano, sulle 10-12mila coppie presenti in tutta Italia. L'esperto Simone Ravetto Enri, dal canto suo, ha messo in guardia rispetto alle situazioni in cui l'interazione millenaria tra uomo e natura finisce per innescare conflitti e antagonismi, ricordando che in Italia esiste una ottima legge per la tutela degli ambienti naturali, equiparati ai beni artistici e culturali, con l'obiettivo di rinaturalizzare ambienti compromessi dall'uomo, come le zone umide delle risaie e degli ex laghetti di cava. Il fotografo n Giuseppe Bruno ha concluso il suo intervento ricordando ai presenti di essere stato il primo a scoprire la presenza in Italia, in un paesino della Valle d'Aosta, di tre piccole piante della orchidea verdolina chiara, poi identificata come Epipactis fageficola dall'esperto appassionato botanico autodidatta, autore della pubblicazione "Orchidee spontanee del Piacentino", Luciano Borgiorni, di Piacenza. --Sandro Ronchetti