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La storiaLuigi GrassiaÈ un caso da record: in Italia i piloti di elicottero hanno ancora le retribuzioni contrattuali espresse in lire e convertite in euro. Esistono contratti di lavoro scaduti da cinque anni, forse esiste anche qualche contratto scaduto da dieci anni, ma di sicuro ce n'è soltanto uno scaduto da vent'anni, firmato nel 2001 e con le tabelle parametrali delle retribuzioni espresse nelle vecchissime lire, ed è quello del settore "ala rotante", cioè dei piloti elicotteristi. È un settore di nicchia, ma una nicchia non trascurabile: circa 800 persone guidano professionalmente gli elicotteri a tempo pieno, e a loro se ne aggiungono altre impiegate in attività stagionali, come una parte dei piloti che lottano contro gli incendi dei boschi. Questi lavoratori hanno un problema ulteriore: non possono scioperare come tutti gli altri, perché garantiscono servizi essenziali, dall'elisoccorso in casi di incidenti o altre emergenze sanitarie al collegamento con le piattaforme petrolifere che deve essere assicurato per 24 ore su 24. Di conseguenza, spiega a La Stampa Ivan Vaglietti, segretario nazionale di Uiltrasporti, «i piloti di elicottero possono fare sciopero solo con le modalità definite da un protocollo della Commissione di Garanzia»: lavorano come se si trattasse di un giorno normale, però ricevono il 50% della paga dovuta e versano l'altro 50% a una istituzione benefica da loro indicata, che nello specifico è l'Ospedale Bambin Gesù di Roma; in aggiunta, i datori di lavoro versano al Bambin Gesù un ulteriore 100% della paga dovuta ai piloti nella prima giornata di sciopero virtuale, e il 200% dalla seconda giornata in poi.È seguendo queste modalità che gli elicotteristi scioperano oggi per otto ore, dalle 10 alle 18, e si preparano ad altre agitazioni virtuali in serie, che per le aziende si annunciano sempre più onerose, se le richieste di un nuovo contratto non verranno soddisfatte. Lo sciopero è proclamato dai sindacati Filt-Cgil, Uiltrasporti e Ugl Trasporto Aereo.Domandiamo a Marco Petroni, delegato della Filt Cgil per gli elicotteristi, che cosa comporti per i lavoratori, nella vita quotidiana, avere un contratto scaduto da vent'anni. Presto detto. «Si va a fare la spesa con i prezzi del 2023 ma con le retribuzioni del 2001. Negli anni in cui l'inflazione è stata bassa lo si poteva sopportare, ma con il boom dei prezzi dopo la pandemia la situazione è diventata insostenibile. Il mio contratto d'affitto quest'anno ha fatto +11,5% e al supermercato è anche peggio». Nel tempo non c'è stato alcun adeguamento, «solo modesti assegni di vacanza contrattuale, tipo 100 o 150 euro, e solo in certe aziende», così come solo in qualche azienda sono stati firmati contratti integrativi.Ma come si è creata una situazione così abnorme? Ivan Vaglietti di Uiltraspoorti dice che uno dei problemi è stata «la frammentazione delle associazioni datoriali», espressa dagli interessi molto diversi dei colossi internazionali e delle piccole e medie compagnie italiane. Ancora più frammentata è la condizione lavorativa degli elicotteristi, diversissimi fra loro per specializzazioni: dopo il brevetto servono ulteriori corsi per operare in montagna o col verricello, e chi spegne gli incendi fa un lavoro diverso da chi opera nelle costruzioni. Ma adesso l'inflazione preme su tutti e obbliga a scioperare. Sia pure in maniera virtuale. --© RIPRODUZIONE RISERVATA