Aido, 50 anni in nome di Carmen e Sara
ivreaSi potrebbero definire le "nozze d'oro" tra la città e la solidarietà: quest'anno il gruppo Aido (Associazione italiana donatori organi) ha compiuto 50 anni e per celebrare la ricorrenza è partita una campagna di sensibilizzazione destinata a tutta la popolazione canavesana, per garantire una speranza a quelle «8. 000 persone che in Italia sono in attesa, con la vita sospesa in attesa di un trapianto». La campagna ha due testimonial d'eccezione: Carmen Scivetti e Sara Cornelio, due giovani che hanno seguito un percorso d'amore che le ha unite e che idealmente rappresenta il fil rouge che lega il donatore a chi riceve un trapianto. «Carmen aveva 15 anni - racconta Paola Rabbione, presidente dell'Aido eporediese - studiava al liceo Faccio di Castellamonte, aveva mille sogni e lavorava sodo per la realizzazione dei suoi sogni». Sogni bruscamente interrotti da un terribile incidente stradale, sulla Pedemontane, meno di un anno fa. Era il 7 agosto del 2022, una data che mamma Anna Rosa ricorda con dolore: «Nel vortice della tragedia i medici del Cto ci hanno chiesto se fossimo disposti a donare i suoi organi. Il suo papà, devastato dal dolore, con un solo cenno del capo e gli occhi colmi di lacrime ha detto di sì. Io non ho ragionato affatto, ma ha solo seguito come un automa mio marito». Grazie a quel cenno del capo di papà Michele, Carmen ha salvato sette vite, la più giovane delle quali aveva solo sei mesi. «Adesso - conclude mamma Anna Rosa - io e il suo papà vivremo per continuare ciò che Carmen aveva iniziato, vivremo generosamente in suo nome». La storia di Sara Cornelio ha commosso per anni il Canavese: affetta da fibrosi cistica, non si è mai arresa, conquistando il diploma al Liceo Scientifico Gramsci di Ivrea, nonostante i limiti impostile dalla malattia. Nel 2016 ha ricevuto in dono entrambi i polmoni ed è letteralmente rinata, laureandosi al Dams di Torino e dedicandosi alle sue grandi passioni: la scrittura, la musica e il disegno. Curava un blog, in cui ha raccontato tutto di sé della sua malattia e ha affidato la sua storia alle pagine di "Un dono mi ha salvato" , il volume (presentato al Salone del Libro 2019) nel quale raccontava la sua vita. Purtroppo, quella che sembrava assumere i contorni di una storia a lieto fine si è conclusa tragicamente nel febbraio di due anni fa, quando un'infezione polmonare ha posto fine alla vita di Sara. Dal 15 luglio i volti di Carmen e Sara (tratteggiati con sapienza e delicatezza da Angela Farinola, zia di Carmen e grafica di professione) sorridono dai 150 manifesti che l'Aido ha fatto affiggere in tutti comuni della sua giurisdizione: da Ivrea a Carema e Mercenasco, dalla Valchiusella ai paesi del versante canavesano della Serra. Lanciando un appello rivolto a tutti: «Un sì alla donazione può salvare una vita, anche la tua». Il 50ennale dell'Aido eporediese non verrà celebrato solo dalla campagna di affissione: «Il 21 ottobre a Bollengo ci saranno un convegno e una cena benefica - elenca Rabbione - e nella stessa giornata la tradizionale "Fiaccolata della solidarietà" partirà e arriverà proprio a Bollengo. Iniziative che andranno ad affiancarsi alla nostra abituale propaganda a favore del dono di organi, tessuti e cellule. Abbiamo poi lanciato una proposta alla nuova amministrazione cittadina per rendere tangibile il nostro messaggio... vedremo se ne scaturirà qualcosa». --Federico Bona