Berrettini ritrova gli occhi da tigre «Sono sorpreso e non mi aspetto nulla»
il personaggioStefano Semeraro / LondraLa notizia è che Matteo - Berrettini, non l'ex premier Renzi che ieri era in tribuna sul Centre Court - ha ritrovato gli occhi della tigre. «Me lo dice anche mia madre. Vuol dire che mi sento a mio agio, che l'atmosfera è buona, che mi sento in fiducia. Poi non è detto: mi è capitato anche di avere gli occhi della tigre e di perdere la partita». Contro Alex De Minaur, intanto, la partita l'ha vinta. Tre set quasi perfetti (6-3 6-4 6-4), 88 per cento di punti con la prima di servizio, il 72 per cento di risposte messe in campo, tre palle break concesse e tre salvate. Dieci vincenti di diritto, la specialità della casa, che è tornato a schioccare come un tempo; e quel rovescetto maligno in slice che sull'erba è peggio della cicuta. Ma più delle statistiche ieri da bordocampo contavano lo sguardo sconsolato di De Minaur e quattro paroline semplici semplici. «Non so che fare». E dire che l'australiano made in Spain, mentalmente e tecnicamente, è uno tosto. «Dopo Rafa è forse quello che in campo si scoraggia meno - concorda Matteo -. Mi sono accorto anch'io che era in difficoltà e per me è stato un bel segnale. Sono il primo ad essere sorpreso, non mi aspettavo di giocare già così bene, perché secondo me questa è una delle mie migliori partite sull'erba. So che è solo un terzo turno, ma vi assicuro che a me sembra molto di più». Detto da uno che qui due anni fa ha fatto finale, non è poco. Negli ultimi quattro giorni per un motivo o per l'altro è sempre sceso in campo, e anche oggi è di corvée («Mi sa che è un record anche per Wimbledon»). Dovrà vedersela con Sascha Zverev, che in cinque precedenti ha battuto solo una volta, sulla terra. Non si sono mai incontrati sull'erba, che è la superficie preferita di Berrettini. «Ed è vero che non è la migliore per lui: però ci ha battuto Federer in finale ad Halle, quindi... È un avversario ostico, serve bene, ma del resto è da quando avevo 7 anni che mi ripetono che si può sempre migliorare. Non mi aspetto nulla, vivo una partita dopo l'altra. Ma sono molto contento di come sta andando. Mi mancavano i tornei, l'adrenalina della gara. Mi mancavano persino le conferenze stampa dopo il match, pensate un po'». Al terzo turno è approdato anche Jannik Sinner, che ha impiegato un set di troppo (3-6 6-2 6-3 6-4) a sbarazzarsi di Quentin Halys, 26 anni, n° 79 Atp. «Non sono partito al massimo, ma poi ho ritrovato il mio ritmo», dice Jan, che al prossimo turno ha il rispettabile ma commestibile colombiano Galan, n° 85 Atp. Per la nona volta, la seconda consecutiva a Wimbledon, è negli ottavi di uno Slam, e il tabellone gli sorride. Nei prossimi due turni si tratterà soprattutto di tenere a bada nervi ed emozioni. --© RIPRODUZIONE RISERVATA