Castellazzo, un passo avanti ma c'è ancora tanto da fare
CALUSOIl reimpianto dello storico vigneto sulla collina di San Calocero fa arretrare il degrado e il pericolo per l'incolumità pubblica nell'area del castellazzo, uno dei luoghi certamente più suggestivi di Caluso, testimonianza della sua storia medievale. Nel corso dell'intervento, finanziato dai Lions club, e da alcuni sponsor privati, l'area è stata completamente ripulita dai rovi che avvolgevano i ruderi e recinzioni in legno sono state collocate nei punti in cui alcune porzioni delle antiche pietre delle casaforte era crollate nella parte sottostante. Il Comune aveva provveduto invece a rifare la recinzione intorno all'area, in cui si trova il vigneto, che in alcuni tratti era stata divelta dai vandali. Anche il lucchetto che chiudeva il cancello d'ingresso era stato portato via. A mancare è l'installazione di totem illustrativi per raccontare la storia del cosiddetto castellazzo . Il progetto c'è, ed è legato al recupero dell'ex convento dei frati Francescani minori che si trova nella centrale piazza Mazzini. Prevista infatti la valorizzazione del percorso di collegamento tra l'ex convento e i ruderi del castellazzo, oltre il restauro del chiostro. Ma resta nel cassetto in attesa di un finanziamento da 1 milione e 700 mila euro. Soldi che difficilmente possono arrivare dai fondi del Pnrr, che da la priorità alla digitalizzazione, all'efficientamento energetico ed alla mobilità. L'ex fortezza resta così nel suo 'limbo', sospesa tra un passato glorioso ed un futuro incerto. L'unico intervento concreto svolto annualmente è una sommaria pulizia dei rovi, che in assenza di una sistemazione e valorizzazione definitiva della fortezza avvolgono le mura. E così pure non si sono viste le iniziative all'ombra della casaforte promesse una decina di anni fa dalla sindaca Maria Rosa Cena. Si era parlato della programmazione di un calendario di iniziative culturali con la collaborazione delle associazioni, da svolgersi nella cornice medievale, come avveniva un tempo. Nulla è stato fatto e la cultura continua ad essere trascurata nella città del vino: «Noi ci abbiamo provato - dice il vice presidente della pro loco Domenico Bruno - ma servono interventi più incisivi di messa in sicurezza che con le nostre forze non possiamo affrontare». --l. m.