Visita guidata alla mostra L'arte raccontata da Giorgio Soavi

IVREA Si terrà giovedì 22, alle 16.30, la seconda visita guidata (l'ultima, per questo mese, sarà domenica 25, alle 16) alla mostra L'arte raccontata da Giorgio Soavi per il centenario dalla nascita, ultima delle sei mostre previste dal progetto Olivetti e la Cultura nell'impresa responsabile, un programma pluriennale di iniziative curate dal Museo civico eporediese, in collaborazione con l'Associazione Archivio storico Olivetti, per rendere fruibili al grande pubblico le opere d'arte della raccolta Olivetti, oggi di proprietà Tim, in stretta relazione con la documentazione storica che ne ricostruisce i processi di produzione culturale. Le visite saranno a cura di Paola Mantovani, direttrice del museo, e Marcella Turchetti, storica dell'arte e conservatrice del patrimonio storico dell'associazione Archivio storico Olivetti, curatrici del progetto scientifico della mostra, che accompagneranno il pubblico alla scoperta del percorso e delle opere esposte, così come avevano fatto, riscuotendo l'apprezzamento dei visitatori, con le precedenti esposizioni. Ogni visita, della durata di un'ora circa, sarà riservata a un gruppo di 25 persone al massimo; obbligatoria la prenotazione tramite e-mail a musei@comune.ivrea.to.it o telefonando allo il numero 0125/410512. Le visite, assolto il prezzo del biglietto di ingresso all'esposizione, saranno gratuite. La mostra propone uno straordinario intreccio di oltre cento opere d'arte della raccolta Olivetti, oggi Tim- (da Theimer a Bottoni, da Mattioli a Vallorz, da Marini a Ferroni, da Selden a Scalco) e scritti editi di Soavi, restituendo il valore culturale di una narrativa dell'arte di grande fascinazione anche per un pubblico non specializzato. Un rapporto, tra letteratura e arte, che attraverso la produzione letteraria di Soavi diviene fulcro generativo di una sorta di nuovo modello storiografico che nasce da una grande familiarità con la pittura e i pittori. Soavi entrò in Olivetti a 24 anni, prima nelle Edizioni di Comunità e poi, negli anni Cinquanta, nella società Olivetti come curatore di grandi progetti legati all'arte e all'editoria. In questo anno del centenario dalla nascita la mostra muove un primo compiuto passo nello svelare al pubblico uno scrittore di frontiera, una figura di letterato ibrida nel campo della critica d'arte, uno spirito libero che prima di tutto doveva nutrire con l'arte quella insaziabile fame per la scrittura che lo ha assillato per tutta la vita, connotandone, sul piano culturale, molti progetti. --