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il casoAlessandra Rizzo / LondraNicola Sturgeon, l'ex premier scozzese per anni volto della lotta per l'indipendenza da Londra, è stata arrestata in quanto sospettata in un'inchiesta sui finanziamenti al suo partito. Una fine rovinosa per una delle figure politiche più popolari del Paese, prima donna a ricoprire il ruolo di First Minister ad Edimburgo. E un colpo durissimo per la causa indipendentista. «Uno shock», ha detto lei professando la sua innocenza. «Sono profondamente turbata».L'arresto di ieri mattina, seppur clamoroso, era nell'aria. Ad aprile erano stati fermati prima Peter Murrell, marito di Sturgeon e per quasi 25 anni presidente del Partito Nazionalista Scozzese (SNP); poi il tesoriere Colin Beattie. Entrambi erano stati rilasciati senza accuse formali, ed entrambi si erano dimessi dai rispettivi incarichi. Anche Sturgeon nel pomeriggio è stata rilasciata, a indagini ancora in corso, al termine di un interrogatorio di polizia durato oltre sette ore. Ma si tratta comunque di una un'escalation drammatica. «So al di la' di ogni dubbio di essere innocente», ha detto lei in una dichiarazione diffusa in serata. Al centro dell'indagine, in corso dal 2021, sono 600mila sterline in donazioni destinate alla campagna per un nuovo referendum d'indipendenza, dopo quello perso dai nazionalisti nel 2014. Secondo le accuse, molti di questi fondi sarebbero stati usati in maniera illecita, spesi per altre attività di partito. Ad aprile, la polizia aveva perquisito la casa di Sturgeon e la sede dell'SNP, e sequestrato un camper di lusso da oltre 100mila sterline che si trovava fuori dalla casa della suocera.Cinquantadue anni e una vita nell'SNP, Sturgeon ha preso in mano il partito dopo la sconfitta nel referendum (45% per l'indipendenza contro il 55%) e ricoperto la carica di First Minister per otto anni, mai nessuno così a lungo. Poi le clamorose dimissioni nel febbraio scorso. All'epoca aveva parlato di ragioni personali, di una politica "brutale" e dell'impatto sempre più forte sulla sua vita. Ma prima l'arresto del marito e, a maggior ragione, ora il suo gettano nuovi dubbi su quelle dimissioni tanto inattese e sulle ragioni da lei offerte, anche se lei ha sempre negato che fossero dovute all'indagine della polizia.Per l'SNP, ora guidato da Hamza Yousaf, un ex ministro della Salute fedelissimo di Sturgeon, è crisi sempre più nera. La lotta per l'indipendenza si è arenata: Sturgeon aveva cercato un secondo referendum dopo la Brexit, cui gli scozzesi si erano opposti in grande maggioranza, ma la richiesta si è scontrata contro il muro di Londra, il cui assenso è necessario. E, cosa ancora più preoccupante per l'SNP, la Scozia resta spaccata: nonostante il divorzio dall'Ue e la crisi del carovita, nonostante i disastri di Boris Johnson e gli anni di governo degli odiati Tory, non si è registrato nell'opinione pubblica un significativo spostamento a favore dell'indipendenza. Una strategia fallita, che si lascia alle spalle un partito diviso, in panne e ora alle prese con questa pesantissima inchiesta dagli esiti imprevedibili.L'eredità politica di Sturgeon ne esce a pezzi. E, almeno per ora, anche quella lotta per l'indipendenza cui ha dedicato tutta la sua vita politica. --© RIPRODUZIONE RISERVATA