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l'intervistaAntonio Bravetti / roma«Le misure di sicurezza hanno funzionato», dice l'ammiraglio in congedo Fabio Caffio, esperto di Diritto del mare. «La Marina ha dimostrato il suo eccellente addestramento» .Cosa è successo sulla Galata Seaway? «Casi di clandestini che salgono sui mercantili accadono spesso. Questa volta le persone sono state scoperte e hanno reagito con la forza, prendendo possesso della nave. L'equipaggio si è chiuso nella "cittadella", un luogo difeso creato dopo l'emergenza pirateria, dal 2008 in poi, per consentire alle navi di auto proteggersi. Non si tratta di un caso di pirateria dal punto di vista giuridico, che presuppone persone armate che per finalità di lucro assalga un'altra nave».Di cosa parliamo allora? «Di violenza. Ma, a differenza di un caso di pirateria, per intervenire c'è stato bisogno del consenso dello Stato di bandiera, la Turchia. A quel punto è toccato all'Italia, visto che le coste più vicine erano le nostre».Chi interviene in questi casi rischia molto? «Tocca alla Marina, che ha funzioni di polizia dell'alto mare, ha mezzi adeguati e soprattutto è armata. È uno dei primi casi di abbordaggio coercitivo con elicottero della nostra storia. Non si sapeva bene quanti erano gli assalitori o come erano armati, la reazione non era prevedibile, ma il personale della Brigata San Marco è addestrato ed è riuscito a mettere in sicurezza la nave» .Ci sono precedenti? «Il caso Vos Thalassa, un rimorchiatore che fa assistenza alle piattaforme petrolifere. Nel 2018 due migranti sono saliti su questa nave e ne hanno preso possesso nel momento in cui si sono accorti che il rimorchiatore non li stava portando in Italia ma li stava riportando in Libia. Ai migranti fu addebitato il reato di resistenza a pubblico ufficiale, ma fu applicata la causa di non punibilità per lo stato di necessità. È stato riconosciuto in sostanza che queste persone, salvate in mare, si sono opposte quando si sono accorte che sarebbero state riportate in Libia» .Perché stavolta è diverso? «Gli assalitori hanno reagito così perché sono stati scoperti, ma ritornare in Turchia che è un Paese sicuro non è una forma di violazione dei diritti umani». --© RIPRODUZIONE RISERVATA