Senza Titolo
IVREALa vita, all'indomani del conflitto, cerca di ritrovare la quotidianità di un tempo, e la Sentinella registra puntualmente, nella sua prima uscita, i problemi legati al decoro urbano. Con il titolo Igiene ed estetica, riporta: «È sempre di attualità il problema delle immondizie cittadine! Il centro di attrazione dei rifiuti deve proprio essere il Tribunale (all'epoca ancora in via Perrone non ancora ribattezzata via dei Patrioti, ndr) perché il deposito provvisorio, in seguito a proteste della Cancelleria del Tribunale, venne spostato dalla via Perrone nei pressi della piazza San Francesco e cioè a poche decine di metri dall'ingresso della Corte d'Assise, in questo momento molto frequentata, e a ridosso delle Scuole ed Asilo. Si pensa che non dovrebbe essere difficile trovare un posto meno centrale per il deposito delle immondizie coi vantaggi che ognuno può immaginare per la salute pubblica, oltre che per l'estetica». I tempi odierni, nei quali i sacchi e i rifiuti ingombranti paiono rientrare nell'arredo urbano erano ancora lontani a venire. Il giornale si sofferma anche sui Giardini pubblici: «Durante l'occupazione nazifascista - ricorda- i giardini di Ivrea hanno avuto la loro parte di ingiurie e di violenze. Molto è già stato fatto dal Municipio per cancellare i segni lasciati dagli ospiti sgraditi; qualcosa resta ancora da fare e tra questo qualcosa si deve comprendere il riordino dei giardini». Il giornale richiama l'attenzione del lettore sul ponte della ferrovia che era stato fatto saltare dai partigiani: «Il sostegno provvisorio del ponte ferroviario d'Ivrea - rimarca - ha ceduto per la violenza della corrente. Il capo stazione d'Ivrea, da noi intervistato, ci prega di comunicare che il fatto è stato immediatamente segnalato al Compartimento di Torino in modo che si provveda al più presto alle riparazioni. Nel frattempo si farà trasbordo dei passeggeri tra il casello posto all'imbocco della galleria dalla parte di Montalto e la stazione d'Ivrea». La guerra è finita, ma gli animi non sono pacificati. La Sentinella titola Fascismo che non vuole sparire e racconta che, a Pont Saint Martin, ignoti hanno ucciso il veterinario con la moglie e la figlia per una vendetta trasversale. «Ventidue anni di tirannia - commenta amaramente - ci hanno fatto cadere ben in basso se, dopo la liberazione, c'è ancora chi, pretendendo di agire in nome della giustizia antifascista, crede, forse in accecata buona fede, di potersi comportare secondo una barbarie che non è mai stata nostra». --Franco Farnè