Caluso, 88enne ustionata durante la grandinata

calusoCresce il bilancio dei danni causati dalla tromba d'aria e dalla grandinata che si è abbattuta nella tarda serata di sabato scorso sul Basso Canavese e che ha avuto come epicentro Caluso. E purtroppo si registra anche una tragedia sfiorata, conseguenza del maltempo. Una pensionata di 88 anni residente in via Vittorio Veneto, che il nubifragio aveva trasformato in un torrente in piena, rimasta senza luce, a causa dell'interruzione della corrente elettrica, ha acceso un paio di candele. Poi è scivolata sul pavimento al piano superiore e la debole fiamma è finita sugli abiti. Che l'anziana pensionata è riuscita a soffocare: intanto il principio d'incendio invadeva la stanza e una colonna di fumo usciva dalle finestre. La sua fortuna è stata che sul posto c'erano già diversi mezzi dei vigili del fuoco, impegnati nell'emergenza, che l'hanno subito soccorsa, dopo l'allarme lanciato dal figlio, intervenuto per soccorrerla. L'anziana, in attesa dell'ambulanza, è stata adagiata nell'abitazione di una vicina. Dopo le prime cure sul posto è stata portata al pronto soccorso dell'ospedale di Chivasso e quindi ricoverata nel reparto di rianimazione: le sue condizioni sono gravi, ma non è in pericolo di vita: a preoccupare non sono le ustioni, ma il fumo che ha respirato. Intanto cresce la stima dei danni che il violento nubifragio si è lasciato alle spalle: chicchi grandi come nocciole ed una tromba d'aria hanno seminato devastazione soprattutto in una fascia di circa tre chilometri da via Martiri d'Italia, fino alla circonvallazione soffiando in direzione nord. È la viticoltura a patire le conseguenze più gravi: secondo una prima stima è il 90% dei vigneti coltivati ad Erbaluce è andato distrutto: hanno resistito quelli nella parte più in basso. «In quella collinare -dice Bartolomeo Merlo, neo presidente del Consorzio di tutela vini docg Caluso e doc Carema e Canavese - dove la vite è in fioritura attualmente è difficile capire se potrà esserci o meno una ripresa. Purtroppo nelle zone più colpite la vite potrebbe restare in sofferenza anche per il prossimo anno». Il Calusiese, zona di solito protetta dal maltempo, era stata colpita da violenti grandinate nel 2015, nella zona delle frazioni e nel 1995. Per il presidente di Confagricoltura Torino Tommaso Visca- «il mutamento climatico è ormai un dato di fatto che non si può più ignorare. Non si tratta più di fenomeni isolati - osserva Visca - ma di un concatenarsi di emergenze , dalla siccità ai nubifragi che mettono a rischio il settore primario. Siamo in attesa di una valutazione precisa del disastro, ma le perdite per viticoltori e per i frutticoltori sono ingenti». A livello di strutture si contano invece danni ad abitazioni private ed a tre aziende agricole che hanno avuto tetti scoperchiati, cantine e tavernette allagate. Oggi, mercoledì 31 il liceo Piero Martinetti, che aveva dovuto fare i conti con dieci aule allagate nel seminterrato, riprenderà le lezioni in presenza. Ancora vietato l'accesso al parco Spurgazzi dove erano caduti alcuni alberi. La sequoia ultracentenaria invece ha resistito alla furia del vento. --Lydia Massia