Produzione di idrogeno verde per decarbonizzare il territorio
PONT-SAINT-MARTINLa transizione energetica dal petrolio alle fonti rinnovabili è un passo indispensabile per contrastare le conseguenze dei cambiamenti climatici. Ed ogni territorio è chiamato a fare la sua parte. La Regione Valle d'Aosta ha varato il Piano energetico ambientale regionale che fissa in questo ambito obiettivi e interventi di qui al 2030. Il Piano, pubblicato lo scorso 9 maggio, viene ora presentato alla popolazione che ha tempo sino al 22 giugno per produrre commenti ed osservazioni. Martedì la serie di incontri ha fatto tappa alla biblioteca di Pont-Saint-Martin per i residenti della Bassa Valle.«Il traguardo è l'abbattimento dell'80% dei consumi da fonti fossili con una serie di azioni che guardano già oltre, al 2040 - ha detto l'assessore allo Sviluppo economico e trasporti, Luigi Bertschy aprendo la serata -; serve consapevolezza da parte di tutti per tradurre gli obiettivi in atti concreti. Nonostante la Valle sia la regione dell'idroelettrico, dipende ancora tanto dal petrolio. Occorre intraprendere un percorso chiaro per migliorare le leggi sulla mobilità, definire gli investimenti sull'efficientamento di modo da soddisfare, in una visione di comunità, le linee dettate dalla Ue». Per capire le mete da conseguire, chiarezza va fatta sul presente. La serata ha offerto una fotografia dell'ambito energetico valdostano. La Valle produce in media circa 3.500 gigawatt di energia (dato 2019), al 100 per cento da fonti rinnovabili. Certamente un plus da sfruttare per concretizzare quel cambiamento di abitudini che porti alla riduzione dei consumi energetici. In chiave green. «Il 63% di questa ricchezza viene esportata, il 37% è consumata qui - ha chiarito André Come del Centro osservazione attività energia di Finaosta -. La Valle importa energia per altri 3808 gigawatt di cui il 55% da prodotti petroliferi, il 26% di gas naturale e il 12 di energia elettrica che copre i periodi in cui i fabbisogni non sono coperti a causa di cali della produzione».Quali i settori che consumano più energia e su cui si dovranno concentrare gli sforzi? In testa il settore residenziale e terziario (il 50%), poi i trasporti (26%) e l'industria e l'agricoltura (24%). Le sfide da cogliere sono tante, in linea con gli obiettivi dell'Agenda 2030. «La sfida valdostana è anticipare la riduzione delle fonti energetiche climalteranti dal 2040 al 2030 - ha detto Genny Brunet, sempre di Finaosta -; per farlo le azioni da compiere saranno trasversali: dalla produzione alla trasformazione, ai consumi di energia». Una via da percorrere per la decarbonizzazione sarà l'utilizzo dell'idrogeno in parallelo allo sviluppo dell'elettrico. La Valle ha a disposizione 14 milioni di fondi Pnrr per la costruzione di due elettrolizzatori per la produzione di idrogeno verde e di un distributore di idrogeno. Tutto per ridurre i consumi complessivi del 12% e aumentare in parallelo del 12% la produzione di fonti rinnovabili. La combinazione di questi due parametri consentirà di decarbonizzare il territorio del 34% entro il 2030. --Amelio Ambrosi