Castellamonte, Cgil in piazza per difendere la sanità pubblica
CASTELLAMONTE«La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività e garantisce cure gratuite agli indigenti». È quanto recita l'articolo 32 della Costituzione che, però, secondo Cgil e Lega Spi Cgil Alto Canavese «non viene rispettato, chi ha soldi può curarsi e chi non li ha deve aspettare tempi lunghissimi». Una delegazione del sindacato guidata da Angelica Liotine, responsabile della Cgil Alto Canavese, ed Elio Lucco Castello, segretario della Lega 33 dello Spi Cgil Alto Canavese, lunedì mattina, giorno del mercato settimanale a Castellamonte, è scesa in strada per sensibilizzare la cittadinanza in difesa del servizio pubblico.«Vogliamo sensibilizzare i cittadini alla partecipazione alla grande manifestazione regionale che si terrà sabato 27 maggio, alle 14, davanti all'ospedale Molinette di Torino, in difesa della sanità pubblica che, purtroppo, giorno per giorno, si sta sempre più sgretolando lasciando spazio al privato- afferma Liotine-. Dobbiamo eliminare queste diseguaglianze. Per poter sottoporsi ad alcune visite, le liste di attesa superano i 12 mesi. Le persone che si devono curare si rivolgono al privato con costi esosi e si finisce che coloro che non possono permetterselo, le persone più fragili e deboli, rinunciano a curarsi. Per trovare un posto in Rsa per una persona non autosufficiente in una struttura convenzionata con una quota della retta a carico della sanità pubblica occorrono 12-18 mesi, con la retta completamente a carico del contribuente nella medesima struttura che, oltre che convenzionata è anche privata, il posto esce in una settimana. Non bisogna dimenticare che il Servizio sanitario nazionale è finanziato dalla fiscalità generale e contribuiamo alla spesa anche con i ticket».La Cgil, inoltre, richiama l'attenzione sulla carenza di personale, medici ed infermieri, dovuta ai continui tagli, sulla presenza di medici a gettone e cooperative di infermieri che guadagnano 5 volte quelli assunti nel Servizio sanitario nazionale. «Bisogna difendere il Sistema sanitario nazionale, porre limitazioni al privato- conclude Liotine-. Il Pnrr, infine, con i contributi per la costruzione di case, ospedali di comunità e centrali operative territoriali finisce col creare scatole vuote, senza personale». -- chiara cortese