Un'ombra sulle elezioni amministrative Firme false, accertamenti della Finanza
Vincenzo Iorio / IvreaL'ombra delle firme false sulle liste elettorali incombe sulle elezioni amministrative di Ivrea in corso di svolgimento ancora nella giornata di oggi. Un esposto alla procura delle Repubblica ha sollevato dubbi su alcune firme. Gli accertamenti da parte della guardia di finanza riguarderebbero in particolare una delle 14 liste con firme di elettori eporediesi che compaiono su diverse liste, anche di schieramenti avversari. Cosa non del tutto insolita nelle competizioni elettorali. In questo caso infatti la commissione elettorale annulla le firme doppie e triple accettando come valida esclusivamente la firma apposta sulla lista che per prima viene consegnata in Comune. Le 14 liste hanno infatti ricevuto il via libera della commissione elettorale perché tutte hanno superato le 175 firme minime richieste. La lente di ingrandimento della finanza si starebbe però soffermando su alcune firme doppie (e quindi apposte dalla stessa persona) molto diverse tra loro, tanto da far sorgere il sospetto che siano state vergate da persone diverse benché siano state autenticate. Di qui la segnalazione alla magistratura e il sospetto di firme false che però non incide sul regolare svolgimento delle elezioni in corso.L'affluenza Ieri gli eporediesi che si sono recati alle urne sono stati ( alle 19) 6.420, il 32,98% in calo rispetto al 2018 (42%), quando però si votata solo di domenica. Oggi (lunedì 15) i seggi saranno aperti dalle 7 alle 15. Subito dopo comincerà lo spoglio delle schede. Martedì mattina in Comune, in seduta pubblica, si riunirà alle 9 l'ufficio elettorale centrale che controllerà i verbali dei seggi e validerà il voto elettorale.Ai seggiDomenica non si sono registrate particolari code ai seggi: gli elettori sono arrivati alla spicciolata e hanno votato velocemente, quasi mai sostando a consultare i manifesti con tutte le liste e i nomi dei candidati alla carica di sindaco e di consigliere comunale, come se non avessero dubbi dell'ultim'ora su chi votare. A fornire un'impressione differente sono stati gli atri delle sezioni elettorali, perennemente affollati da folti gruppi di candidati e rappresentanti di lista, in misura decisamente maggiore rispetto alle passate votazioni. E mentre in tali capannelli si cercava di intuire come le persone avrebbero votato, gli elettori esprimevano le proprie speranze per il futuro possibile di una città davvero vivibile e a misura d'uomo. «Auspico - commenta Pierluigi Pagani, uscendo dal seggio - quello che si augurano tutti i cittadini dopo ogni elezione, ovvero che chi verrà eletto faccia il bene della città e delle persone che la abitano, per cui non possiamo far altro che sperare in bene. Abbiamo votato secondo coscienza e vedremo come andrà a finire e se si riuscirà a tradurre in realtà il progetto di rilanciare Ivrea come città turistica, alla base della quale è il benessere dei cittadini: solo una città dove si vive bene, infatti, può accogliere bene chi arriva». «Ho appena votato - spiega Beppe Castrovilli - e spero davvero che le cose possano migliorare, soprattutto sul fronte del commercio e dell'artigianato, con politiche che aiutino gli operatori, messi a dura prova dalla pandemia e dai rincari e mai sostenuti con azioni mirate». «Da questo voto mi aspetto la rivalorizzazione di Ivrea - afferma Carla Aira - La mia speranza è che, puntando su università e formazione, diventi attrattiva anche per gli studenti. E che possa favorire la creazione di opportunità lavorative per i giovani». «Mi auguro che il risultato di queste elezioni - evidenzia Roberto Ferrando - possa rappresentare un momento decisivo per la città, una svolta in positivo. Come imprenditore auspico che Ivrea sia gestita pensando al futuro e non sempre a cosa è stato e che ritrovi vivacità, efficienza e dinamismo». «La speranza - afferma Giovanni Capone - è che ci si occupi davvero dei giovani per i quali, a parte Carnevale e, forse, San Savino, non c'è nulla di attrattivo o coinvolgente. Senza contare che sono inesistenti o rarissimi i luoghi dove possano incontrarsi e avviare confronti costruttivi o ricrearsi. I giovani non possono essere il futuro solo negli slogan elettorali, ma devono essere considerati destinatari di strategie pensate a loro misura». «Sono tante le cose che mi aspetto da chi governerà la città nel prossimo quinquennio - spiega Fiorella Monte - L'elenco sarebbe lungo, ma in posizione primaria metterei una città pulita e che offra un'immagine di decoro, due aspetti in assenza dei quali non ha senso parlare di luogo che deve puntare al turismo. E, poi, i marciapiedi, tutti dissestati e pieni di buche e insidiose convessità non sempre visibili agli occhi delle persone anziane, e i tanti tombini ostruiti che non raccolgono l'acqua: vorrei che si provvedesse, in tal senso, a una risistemazione completa in tutta la città. Ivrea, nell'accezione carducciana, era "la bella", ma di bello mi pare sia rimasto ben poco». --(Ha collaborato Franco Farnè)