Senza Titolo

CHAMPDEPRAZÈ arrivato il sigillo del Consiglio Valle, con voto unanime, all'ampliamento dei confini del Parco naturale del Mont Avic. Nella seduta di mercoledì l'assemblea ha approvato l'atto che ingloba l'area dell'alta val Clavalité, nel Comune di Fénis. Il provvedimento prevede una zona di ampliamento di 1.549 ettari, di cui 1.458 di proprietà privata e 91 ettari comunali. Con questa modifica, l'estensione arriva a 7. 293 ettari. E la quota di aree protette a livello regionale sale al 12% del territorio, un dato significativo che raggiunge ben il 30% considerando anche le aree Natura 2000. «Un ampliamento adeguato per cui sono stati fatti i giusti ragionamenti non solo sull'aumento di organico e sulla spesa che comporterà - ha detto l'assessore al Territorio e ambiente, Davide Sapinet - ma anche sulle giuste istanze dei territori e dei portatori di interessi del mondo agricolo, venatorio, degli enti locali. L'interesse delle comunità limitrofe al Parco è un aspetto positivo: vuol dire che la sua mission viene svolta bene, che l'interazione con il territorio è buona e che il Parco è diventato un interlocutore credibile. Le richieste avanzate in sede di assemblea del Celva saranno valutate: abbiamo condiviso le prospettive e le perplessità dei Comuni in particolare di quelli che non sono coinvolti da questo ampliamento e che ad oggi non hanno ancora elementi sufficienti per potersi esprimere a favore di un ulteriore ampliamento. Si tratta di elementi che forniremo così da proseguire un confronto che dovrà essere rispettoso delle varie sensibilità, sapendo che un ulteriore allargamento dovrà essere coerente e condiviso anche con i due comuni che fin dalla sua creazione nel 1989 rappresentano il cuore: Champdepraz e Champorcher». L'attuale Consiglio di amministrazione del Parco è in scadenza: appena vi sarà il rinnovo si riprenderà un percorso che potrà valutare futuri ulteriori ampliamenti. «La vicenda dell'allargamento è iniziata nel luglio 2018 quando alcuni proprietari di terreni a Fénis si costituirono in comitato per chiedere l'inserimento delle loro proprietà nell'area protetta - ha ricordato la consigliera di Pcp, Chiara Minelli -. Si tratta di persone convinte dell'importanza che l'ampliamento può avere per la salvaguardia dell'ambiente, dei terreni e degli alpeggi, e anche per la promozione turistica. Nel periodo successivo, oltre a questi privati, anche altri Comuni hanno manifestato il loro interesse a valutare l'inserimento nel Parco di terreni pubblici. Nel periodo in cui sono stata assessora ho proseguito gli incontri con i cittadini e le amministrazioni, avviati nella precedente legislatura per portare a termine il progetto. Spiace che di questa parte del percorso non sia rimasta traccia nella delibera che si approva, una mancanza di attenzione per le amministrazioni comunali che avevano avuto un atteggiamento di apertura. Assurdo è il fatto che ci siano voluti cinque anni per arrivare alla conclusione dell'iter quando, sempre nel 2021, il progetto di ampliamento per questi terreni era pronto: l'istruttoria era stata completata e le risorse stanziate. E, invece, tutto è rimasto bloccato per due anni». Per il capogruppo Pd, Paolo Cretier, «è importante che con questo passo vengano implementate le risorse dell'ente con un trasferimento triennale funzionale agli adeguamenti della pianta organica sia in senso amministrativo che di vigilanza e per il mantenimento della rete sentieristica in sicurezza». --