Juve

l'analisiCarmelo PrestisimoneÈ un torinese di Rivoli come Federico Gatti l'eroe europeo dello Stadium. Suo il colpo di testa al 96' che sancisce l'1-1 e rimanda con maggiori speranze la pratica per la finale di Budapest a giovedì prossimo. Non è facile spuntarla sul Siviglia, specialista con 6 successi nella competizione. Juve energica nelle prime battute. Kostic e Vlahovic, entrambi serbi e pure mancini si chiamano e si cercano al 12': finalizza il primo con un diagonale masticato che non centra il bersaglio. Mendilibar, il terzo tecnico degli andalusi dopo Lopetegui e Sampaoli, si affida ai piedi deliziosi del "todocampista" Rakitic che gestì con successo il trapasso di Xavi al Barcellona. La sua direzione è eccellente: 1-2 tocchi e i bianconeri aprono inaspettatamente dei canali dove il furetto Bryan Gil tutto mancino, con movenze alla Futre, imperversa e logora le mezzali juventine: Miretti non pervenuto. Ocampos attorno al quarto d'ora con un paio di colpi di testa insidia Szczesny. A questo punto sale sulla tolda Di Maria che abbassa il suo raggio d'azione e inizia a suggerire delle idee ripulendo il gioco juventino. Al 19' l'argentino inventa per una nuova combinazione Kostic-Vlahovic, ma il centravanti spara alto sulla traversa. Al 25' il Siviglia affonda il primo colpo: il contropiede è micidiale - soprattutto se a subirlo è una squadra come la Juve che non dimentica di difendersi -, Ocampos individua il rimorchio di En-Nesyri che batte il portiere polacco. Quarto gol per il calciatore marocchino in Europa League che dopo un minuto può anche raddoppiare, l'intervento di Danilo però è tempestivo. Ocampos si fa male, al suo posto va l'argentino Montiel che calciò il rigore della staffa nell'ultimo mondiale contro la Francia. Il Siviglia prende fiducia, la Juventus s'innervosisce: Rabiot viene ammonito. Gli spagnoli continuano a governare in campo e provano ad affondare il colpo del ko: la stoccata di En-Nesyri è valida, ma va fuori bersaglio. Allegri si gioca la sua carta migliore in avvio del secondo tempo: in campo va Chiesa per Miretti. Dentro anche Iling Junior per Kostic. La Juve deve essere ragionevolmente più propositiva considerando anche la gara del ritorno. Proprio il giovane attaccante, cresciuto nell'academy del Chelsea, ha un guizzo in area mica male (57') ma il suo assist per Vlahovic sotto porta viene intercettato. Dopo 5' l'inglese scocca un sinistro che Bounou neutralizza. Bonucci chiede il cambio, entra Gatti a mezz'ora dalla fine. Dentro anche Milik per un Vlahovic contrariato. La Juve si rianima, il gioco è più vivace, ma manca un gol che rassicuri Allegri. Il tecnico toscano non cambia i connotati della squadra e sceglie Pogba da trequartista in luogo di Di Maria (70'). Poteva accantonare Rabiot, sanzionato oltremodo con un giallo, ma privilegia più il fisico per l'assalto finale visti anche i pochi centimetri degli spagnoli. Mendilibar risponde con due vecchie conoscenze della serie A come il Papu Gomez e Lamela. La Juventus procede nella sua aggressione. Minuto 86, Rabiot nel cuore dell'area in acrobazia sta per girare in porta un cross di Cuadrado ma Badè interviene sulla tibia del francese e non gli consente la forbice corretta. Il rigore è evidente, ma Sieber aspetta il conforto dal Var che non arriva. In epilogo arriva il redentore Gatti a salvare gli juventini. Discorso rimandato al Ramón Sánchez-Pizjuán. --© RIPRODUZIONE RISERVATA