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Giuseppe Agliastro / MOSCAÈ un centro di Mosca blindatissimo quello che ieri mattina ha ospitato l'annuale parata militare sulla Piazza Rossa. Dappertutto polizia, strade transennate. Dei bandieroni rossi decorano le piazze principali, e sulle vetrine di negozi e ristoranti i manifesti con i soldati sovietici trionfanti e sorridenti e la scritta "Auguri per il Giorno della Vittoria!" si alternano a quelli che invitano ad arruolarsi nell'esercito russo di oggi: quello che ha invaso l'Ucraina scatenando una guerra che ha ucciso migliaia e migliaia di persone.Difficile pensare che sia un caso. La parata militare per celebrare la vittoria sovietica sulle truppe naziste è stata organizzata in tono minore quest'anno. Con una guerra in corso, forse Mosca non ha voluto (o potuto) sottrarre armi al fronte per il consueto sfoggio di potenza bellica a cui ci ha abituati negli ultimi anni. Ma a essere sempre di dimensioni mastodontiche è la propaganda di Putin, che ieri nel suo discorso alle truppe ha inneggiato «alla vittoria» e ha dichiarato che il conflitto in Ucraina è fondamentale per «il futuro» della Russia. «La civiltà si trova di nuovo in un momento decisivo e critico: una vera guerra è stata di nuovo lanciata contro la nostra patria», ha detto cercando ancora una volta di far apparire come una guerra difensiva l'aggressione armata che lui ha ordinato. E cercando ancora una volta di paragonare la guerra in Ucraina a quella dei soldati sovietici contro gli invasori nazisti.Con Putin, sul palco sotto le mura del Cremlino, c'erano anziani veterani e soldati che combattono in Ucraina, ma c'erano anche i leader di sette Paesi ex sovietici, tra cui Kazakhstan e Armenia. Davanti a loro hanno sfilato 8.000 soldati (3.000 in meno dell'anno scorso) e 51 mezzi militari (contro i 130 del 2022 e i 197 del 2021), ma niente carri armati moderni - solo un vecchio T34, un pezzo da museo della Seconda guerra mondiale - e niente aerei in volo. Negli ultimi tempi le autorità russe hanno denunciato diversi supposti incidenti ed esplosioni, e un presunto attacco con droni al Cremlino, e hanno cancellato per sicurezza le parate militari in oltre 20 città.La guerra intanto continua a martoriare l'Ucraina, che ieri ha accusato le truppe russe di un nuovo raid notturno e ha affermato di aver abbattuto «23 missili su 25», almeno 15 dei quali sarebbero stati lanciati contro Kiev. Diverse ore dopo, nel pomeriggio, un razzo ha ucciso un giornalista della France Presse: Arman Soldin, 32 anni, che si trovava con dei colleghi e con un gruppo di soldati ucraini a Chasiv Yar, nella zona di Bakhmut, dove ora si concentrano gli scontri più cruenti. «Tutta l'agenzia è devastata», dice l'ad dell'Afp, Fabrice Fries, aggiungendo che la morte di Soldin «è un terribile richiamo sui rischi e i pericoli che i giornalisti devono affrontare ogni giorno coprendo il conflitto in Ucraina».Per tentare di giustificare l'attacco all'Ucraina, il leader del Cremlino ormai da tempo accusa ingiustamente di "neonazismo" il governo di Kiev. Una menzogna a cui qualcuno crede. «Oggi c'è di nuovo la liberazione dell'Europa dal nazismo come 80 anni fa: in tutto il mondo, partendo da Washington per finire con Kiev, chi sta al potere? Dei fascisti», dice un uomo sulla sessantina che passeggia nella zona di viale Tverskaya, dove a un certo punto spunta anche un quarantenne con un cappellino con la famigerata Z divenuta ormai il simbolo dell' invasione. Politicamente, nel mirino di Putin c'è anche l'Occidente. Soprattutto gli Usa, che ieri hanno promesso all'Ucraina nuove forniture militari per 1,2 miliardi di dollari per «rafforzare le difese aeree e sostenere il suo fabbisogno di munizioni». Nel suo breve intervento (circa dieci minuti), Putin si è scagliato contro quelle che definisce «le élite globaliste occidentali» accusandole di «provocare sanguinosi conflitti e colpi di Stato» e di minare «i valori tradizionali». Poi si è rivolto di nuovo ai soldati: «La sicurezza del Paese oggi dipende da voi, il futuro del nostro Stato e del nostro popolo dipende da voi». --© RIPRODUZIONE RISERVATA