William&Kate
il reportageMaria CorbiINVIATA A LONDRAChe la monarchia inglese avesse un problema lo si intuiva passeggiando per le strade di Londra, il giorno dell'incoronazione, quando la folla si è riservata per strada piena di cappellini, corone, bandiere e anche passeggini, ma con un'assenza evidente: quella della generazione Z, ossia le persone tra i 18 e i 26 anni, indifferenti o critici della monarchia (per il 40 per cento va abolita). La casa reale lo sa benissimo, tanto che da qualche tempo sono scesi in campo Kate e William, la giovane coppia, più adatti ad avvicinare alla "fede" monarchica l'esercito di ragazzi cresciuti con la speranza che sia il merito il vero blasone capace di arrivare al potere e a successo e non il sangue. Così ieri, nella giornata del grande concerto al castello di Windsor, per festeggiare l'ascesa al trono di Carlo III - con Kate Perry, Andrea Bocelli, Lionel Richie, i Take That...- c'erano anche i principi di Galles, arrivati con largo anticipo, per fare un bagno di folla. Kate in sneakers e jeans e William senza cravatta hanno brindato con il popolo, stretto mani e lei ha anche consolato una bambina in lacrime. "Posso darti un abbraccio"? La Kate distante, algida, forse timida che abbiano conosciuto sembra essere stata sostituita da una donna che ha capito quanto l'empatia e la "fisicità" sia importante per tenere incollato il popolo a una corona che nonostante lo sfarzo di sabato sta perdendo smalto insieme a pezzi importanti come il principe Harry, amatissimo, invece, dai più giovani che appoggiano la sua ribellione e il suo sbattere la porta a vecchie e arrugginite dinamiche di corte. Ed eccoli, William e Kate, sorridenti e normali, che passeggiano tra i sudditi, per lasciare un'immagine diversa da quella cerimoniosa e, francamente, stantia che ha mostrato l'incoronazione. Da una parte una coppia stanca e che nel mondo "normale" si dedicherebbe al bricolage e ai nipotini, dall'altra parte un giovane uomo e una giovane donna, con tre meravigliosi bambini a cui è più facile affezionarsi. Elisabetta II aveva capito che Kate, la ragazza borghese capitata per caso a Palazzo, si stava rivelando una carta preziosa per la monarchia. E per lei ha avuto un endorsement speciale, lasciando che le desse un bacio in pubblico. Così dopo anni di sbiadita presenza Kate Middleton ha iniziato a prendersi la scena. Un passo alla volta. Fino a che non la abbiamo vista due anni fa alla prima di mondiale del film "No Time to Die", fasciata in un abito scintillante come il suo sorriso: "Is time to shine". È tempo di risplendere. L'obiettivo è fare alzare l'asticella del gradimento, facendo da traino a re Carlo il cui indice di popolarità è solo al 55 pe cento (tra i suoi fan molti boomer), molto al di sotto di quello che ha sempre avuto sua madre. Mentre Kate e William, insieme alla principessa Anna sono le persone più amata della royal family. Per Patrick Jephson, che è stato capo staff di Diana, Kate sarà la figura chiave nel plasmare il prossimo capitolo della storia della famiglia reale. D'altronde nella competizione con Carlo e Camilla non c'è partita. Ed è una storia che arriva da lontano, non di adesso che i sovrani sono anziani e stanchi. Ma di quando lo scandalo del matrimonio troppo affollato, rivelato nella famosa intervista alla BBC da Diana, ha fatto pensare agli inglesi che sarebbe stato meglio un passo indietro da parte di Carlo, per far salire al trono proprio William. Ma oggi il re è lui, Carlo, che è stato "beccato" nella Carrozza del Giubileo, prima di entrare a Westminster a lamentarsi per il ritardo di William e Kate. Una conversazione "rubata" dal Daily Mail grazie alla consulenza di esperti nel linguaggio labiale. Insomma un re "brontolone", un altro indizio generazionale che marca la distanza tra le due coppie. Per questa rimonta nel cuore degli inglesi Kate si è fatta aiutare da un team di esperti di immagine e comunicazione ma certamente ha contato anche la sua rivalità con Meghan Markle, che rischiava all'inizio di rubarle la scena e anche l'affetto del popolo. Poi è arrivata l'autobiografia del cognato Harry a peggiorare le cose visto che veniva descritta come fredda e gerarchica. Una spinta per cambiare soprattutto dopo la morte della regina, quando le è stato consegnato il titolo che aveva sua suocera, lady D, principessa del Galles. Per avere anche quello di principessa del "cuore" degli inglesi, ci vorrà ancora del tempo, ma la strada è quella giusta. Ne è convinto anche Paul Burrel che è stato maggiordomo di Diana fino alla sua morte: «Kate ha molte cose in comune con Diana, ed è lei a sostenere il peso del futuro della corona». --© RIPRODUZIONE RISERVATA