L'addio a Cavalot: «Burbero che amava la sua Cuorgnè»
Mauro Giubellini / cuorgnÈDavide Trettene, uno dei suoi fedelissimi, di quelli che gli sono stati accanto nei momenti di gloria e non lo hanno abbandonato in quelli del declino politico, ha posato sulla bara, pochi instanti prima della tumulazione, la vecchia fascia tricolore con lo stemma della città di Cuorgnè, quella che indossò nel suo primo mandato da sindaco.Sono state oltre mille le persone che mercoledì pomeriggio, in una giornata quasi estiva, hanno voluto accompagnare Giancarlo Vacca Cavalot, 75 anni, nel suo ultimo viaggio terreno.l'infarto intestinaleCavalot si è spento nel pomeriggio di venerdi 21 all'ospedale di Ivrea, nel reparto di rianimazione dover era stato ricoverato 48 ore prima per un infarto intestinale. In chiesa, un altro dei suo fedelissimi e che per anni fu anche il suo delfino, Fabrizio Dominietto, trattenendo a stento le lacrime e tra i singhiozzi, con voce rotta dall'emozione ne ha tracciato il ricordo politico e umano partendo da quando «nel 1975 entrò in consiglio comunale e ricoprì il ruolo anche di vicepresidente della Comunità montana Alto Canavese. Poi nel 1980 il primo incarico da assessore con delega al bilancio. Fu vicesindaco tra il 1984 e il 1985, rieletto nella tornata amministrativa successiva e di nuovo vicesindaco dal 1990 al 1995. Nel frattempo inizia la carriera anche nel consiglio della Provincia di Torino, dove viene eletto per la prima volta nel 1990». Dominietto ricorda «l'uomo determinato e feroce nel combattere per la sua città e per il suo territorio. A cui nessuno ha risparmiato nulla e spesso fu vittima di attacchi ingiusti e sleali. Non si piegò mai. E trovò conforto nella sorella Lucia, con cui oggi si ricongiungerà in cielo, e nella sua incrollabile fede ed amore per la sua città».una storia vincenteNel 1995 conquistò il municipio. Venne poi rieletto nel 1999. Nel 2004, invece, confermato dagli elettori, torna ad essere vicesindaco non potendo candidarsi per il terzo mandato. Intanto torna a sedersi ancora in Provincia, uomo di punta dell'Udc di Vietti, partito del quale è capolista. Il 29 maggio 2006 l'ultimo squillo: torna sindaco di Cuorgnè ed è l'ultima volta che vince le elezioni.Colleziona titoli onorifici (Commendatore al merito della Repubblica), arricchisce il suo palmares politico (consigliere provinciale confermato anche nel 2009 con la lista Casini Udc) e incarichi (vice presidente del consiglio provinciale di Torino, consigliere di Ativa, membro di gestione dell'Usl 38, membro del comitato provinciale Inps, consigliere dell'associazione nazionale Comuni d'Italia, componente del consiglio di amministrazione della Sagat (la società dell'aeroporto di Caselle), collaboratore e dipendente della Confagricoltura Unione Agricoltori della provincia di Torino. la stella e il lento declinoLa sua stella poi si appanna e nonostante una messe di voti personali non riesce più a conquistare la fascia tricolore nella sua città pur continuando a battagliare dai banchi dell'opposizione spedito lì prima da Pezzetto e poi da Giovanna Cresto. Da oltre dieci anni era consigliere di minoranza di Cuorgnè.Conoscenti ne aveva migliaia, amici veri pochissimi. A benedire la bara c'era il diacono laico Roberto Perotti con il quale 10 anni fa seppe costruire un articolato progetto per riconquistare Cuorgnè ma la sua ambizione lo tradì. Naufragò il disegno politico e anche il rapporto con Perotti che però davanti alla bara ha ricordato «un uomo che dietro al suo fare burbero, spesso iracondo e spigoloso, nascondeva una grande timidezza e un animo sensibile. Si faceva scudo dei suoi modi severi, aspri, arcigni per difendere un silenzioso operare per il bene della comunità».Ha sempre avuto rapporti conflittuali con i giornalisti ed è spesso ricorso alla querela perché non amava le critiche «ma per la città ha fatto molto - dice il sindaco Giovanna Cresto - e per questo va ricordato e rispettato».«Difficile costruire un rapporto politico con lui - chiosa il consigliere regionale Mauro Fava - troppo accentratore e umorale ma l'amore per la sua città è innegabile come le iniziative che lo hanno visto indiscusso protagonista». --