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Neve e pioggia scarseggiano, ma il mare è sempre li a bagnare migliaia di chilometri di coste della nostra Penisola. In tempi di siccità una risorsa a cui attingere con gli impianti di desalinizzazione. Per non mandare in malora i raccolti, ma anche per evitare il razionamento dell'acqua potabile, che quest'anno potrebbe colpire più dei tre milioni e mezzo di italiani rimasti all'asciutto la scorsa estate. Il decreto in questo senso da una mano semplificando le procedute burocratiche per impiantarne di nuovi. L'articolo 10 del decreto stabilisce infatti che solo quelli con capacità di trasformare da salati a dolci 200 o più litri di acqua al secondo debbano continuare ad essere automaticamente assoggettati alla valutazione di impatto ambientale. Un passaggio non più obbligatorio per quelli di minori dimensioni, che dovrebbero così essere realizzati con maggiore facilità.A proposito di desalinizzazione il decreto affida poi al Commissario straordinario il compito di adottare misure per far arretrare il cuneo salino al delta del Po. Ossia l'avanzata della acque marine per decine di chilometri nell'entroterra padano, causato dalla secca del fiume e che tanti danni ha generato all'agricoltura. -- Pa.Ru.© RIPRODUZIONE RISERVATA