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il casoFrancesca Del Vecchio / trentoTutto avrebbe immaginato tranne che di morire tra le sue amate montagne, per di più sbranato (forse) da un orso. Andrea Papi, 25 anni, era un runner esperto. Trentino originario di Caldes, in Val di Sole, si era laureato in Scienze motorie a Ferrara due anni fa. Lavorava in una macelleria a Croviana, a 5 km da casa, ma la sua passione era lo sport, soprattutto quello a contatto con la natura. Sul suo profilo Instagram è ancora visibile l'ultima story pubblicata poco prima di morire: una panoramica su un paesaggio montano e una sola parola: «Peace». Il suo corpo senza vita è stato ritrovato nei boschi non lontano dal paese nella notte tra mercoledì e giovedì. L'ipotesi è che sia stato ucciso da un animale selvatico, viste le ferite sul corpo. «Sarà l'autopsia (con ogni probabilità nella giornata di oggi, ndr) a chiarire la causa della morte. Al momento sono supposizioni», commenta il sindaco di Caldes, Antonio Maini. Andrea era uscito di casa mercoledì pomeriggio per uno dei suoi allenamenti. Era diretto sopra l'abitato di Caldes. Col calare del buio e non vedendolo rientrare, la compagna e i genitori avevano dato l'allarme: il ragazzo era atteso a una cena di compleanno in famiglia. Immediati i soccorsi di carabinieri, vigili del fuoco e unità cinofile. Nella notte, poi, il ritrovamento del corpo grazie ai cani molecolari. Scorrendo le foto postate da Andrea sui social, due sono gli elementi ricorrenti: la montagna e la sua ragazza: «Tienimi per sempre così», dice la didascalia di una foto che li ritrae abbracciati pubblicata ieri pomeriggio da Alessia Gregori. «La famiglia è addolorata ma vuole vivere questo momento nel più completo riserbo», spiega ancora il primo cittadino: «Il paese è scosso, abbiamo perso un figlio della comunità».Nel frattempo, gli abitanti danno per certa l'aggressione da parte di un orso. «Da tempo si parla di avvistamenti in zona. Ci sono state aggressioni ad animali. L'ultima a marzo, una pecora sbranata», raccontano in paese. Solo un mese fa, non lontano da Caldes, in val di Rabbi, un altro escursionista era stato aggredito e ferito dall'esemplare Mj5. «Bisognava solo attendere la morte di qualcuno. Ora prenderanno seriamente in mano la situazione», lamentano ancora i cittadini. Intanto, la vicenda ha già acceso lo scontro tra autorità locali e associazioni animaliste: il presidente della provincia, il leghista Maurizio Fugatti, avverte di aver informato il governo della situazione di una «fauna selvatica fuori controllo». Dal canto suo, Oipa (associazione per la protezione animali) invita alla prudenza: «Aspettiamo gli esiti degli esami. Invitiamo politici, residenti a una maggiore precauzione». «Quella di Fugatti contro gli orsi non è una battaglia nuova. Ci sono state catture finite male, minacce di abbattimento. È una strategia politica che strizza l'occhio all'elettorato di destra», aggiunge il responsabile Fauna selvatica di Oipa, Alessandro Piacenza. Dopo l'aggressione dell'escursionista, all'inizio di marzo, Fugatti aveva infatti avvisato che l'esemplare Mj5, un maschio di 18 anni, sarebbe stato «catturato e abbattuto». Predica calma la Lega anti vivisezione: «Le ferite trovate potrebbero essere successive alla morte avvenuta per altre cause». D'altronde, il governo Meloni ci aveva già provato a dicembre, con l'emendamento alla Legge di Bilancio che consente l'uccisione di cinghiali, lupi e altre specie protette. Ma Bruxelles aveva avvisato: «Pronta la procedura d'infrazione». --© RIPRODUZIONE RISERVATA