Il ritorno

la giornataDomenico AgassoCITTÀ DEL VATICANOSono in sessantamila a riempire piazza San Pietro per accogliere papa Francesco dopo i giorni del ricovero al Gemelli. Un bagno di folla assiste ai riti della Domenica delle Palme presieduti dal Pontefice. Ci teneva tantissimo a esserci, Bergoglio: durante la degenza per «bronchite su base infettiva» ha insistito per tornare in Vaticano prima possibile. E il suo pensiero nell'omelia va soprattutto agli «abbandonati, i cristi di oggi...»: elenca e denuncia le situazioni di indigenza e fragilità nel mondo, dai «migranti» considerati «numeri» ai «bambini non nati», abortiti. Confida: «Anch'io ho bisogno che Gesù mi accarezzi». Mentre all'Angelus ringrazierà «per la partecipazione» e la vicinanza della gente nelle ore del suo malanno «e anche per le vostre preghiere, che nei giorni scorsi avete intensificato». Alla Messa prendono parte cardinali e presuli presenti a Roma. Francesco arriva in papamobile fino all'obelisco per il rito della Benedizione dei rami d'ulivo. È ancora convalescente, perciò, per cautela, indossa il suo cappotto bianco sopra il quale gli è stata collocata la stola rossa per la liturgia. Raggiunge il sagrato con l'auto. Poi cammina appoggiato al bastone, a passo lento, ma senza carrozzina, fino alla sedia sulla quale ascolterà il racconto della Passione del Signore. È uscito l'altro ieri dall'ospedale, ma trova la forza di stare due ore e mezzo in Piazza per celebrare la Messa con cui inizia la Settimana santa. Una funzione lunga e molto impegnativa, con la Processione degli ulivi e il Vangelo più corposo dell'anno. Il Pontefice arriverà fino in fondo, e poi compirà, sorridente, addirittura un giro in papamobile per salutare i fedeli, sconfinando anche in via della Conciliazione. All'inizio la voce di Jorge Mario Bergoglio è debole, lievemente affannata. Ma il Papa tira dritto e pronuncia la predica, incentrata sul passo della Bibbia di oggi in cui Gesù chiede: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?». «Anch'io ho bisogno che Gesù mi accarezzi e si avvicini a me - dice il Papa - e per questo vado a trovarlo negli abbandonati, nei soli». Cristo «desidera che ci prendiamo cura dei fratelli e delle sorelle che più assomigliano a Lui, a Lui nell'atto estremo del dolore e della solitudine. Oggi sono tanti "cristi abbandonati"». Bergoglio cita «popoli interi sfruttati e lasciati a sé stessi; poveri che vivono agli incroci delle nostre strade e di cui non abbiamo il coraggio di incrociare lo sguardo; migranti che non sono più volti ma numeri; detenuti rifiutati, persone catalogate come problema». Ed esistono pure «tanti cristi abbandonati invisibili, nascosti, che vengono scartati coi guanti bianchi: bambini non nati, anziani lasciati soli - può essere tuo papà, tua mamma forse, il nonno, la nonna, abbandonati negli istituti geriatrici - ammalati non visitati, disabili ignorati»; e ancora, giovani con «un grande vuoto dentro senza che alcuno ascolti davvero il loro grido di dolore. E non trovano altra strada se non il suicidio». Ecco che «Gesù abbandonato ci chiede di avere occhi e cuore per gli abbandonati». Francesco ricorda il clochard spirato di recente nella zona del Vaticano: «Penso a quell'uomo cosiddetto "di strada", tedesco, che morì sotto il colonnato, solo. È Gesù per ognuno di noi. Tanti hanno bisogno della nostra vicinanza, tanti abbandonati». Non manca l'appello alla pace nella «martoriata Ucraina». Giovedì santo Bergoglio celebrerà la Messa in Coena Domini nel carcere minorile di Casal del Marmo, a Roma, una cerimonia «privata che sarà trasmessa in diretta streaming», spiega il direttore della Sala Stampa della Santa Sede. Matteo Bruni. Il Pontefice presiederà tutti i riti del Triduo pasquale con l'aiuto di un porporato celebrante all'altare. --© RIPRODUZIONE RISERVATA