Stroncato da malattia Olivieri, ex fabbro e consigliere a Samone
SAMONE L'eco dell'improvvisa morte di Maurizio Olivieri, 71 anni, consigliere comunale e capogruppo di maggioranza, ha profondamente rattristato la piccola comunità di Samone, che si è stretta intorno alla famiglia: alla moglie Donatella, al figlio Gabriele, alla sorella Franca e al fratello Angelo. Ma in lutto è anche Pecco (Val di Chy), paese di origine della moglie, dove Olivieri era il presidente della Pro loco. Da alcuni giorni il consigliere di Samone, sofferente per un tumore, era ricoverato all'ospedale di Candiolo. Qui era stato sottoposto a un intervento chirurgico nella speranza che le sue condizioni potessero migliorare. Non è successo e il suo cuore si è fermato domenica scorsa. L'ultimo saluto, che sarà quello tributato dall'intero paese, si tiene mercoledì 29, alle 15, nella chiesa parrocchiale di Samone. Poi sarà tumulato nella tomba di famiglia nel cimitero del paese. A nome della comunità si esprime il sindaco Lorenzo Poletto, che lo conosceva bene. «A unirci non era solo l'esperienza amministrativa, ma una grande amicizia nata quando eravamo bambini, sui banchi di scuola. Le nostre strade poi si erano divise: lui era diventato un abile artigiano: un fabbro. Dieci anni fa era andato in pensione e si era messo al servizio della comunità». Le strade del sindaco e di Maurizio Olivieri si ricongiungono sette anni fa. «Aveva creduto nel mio progetto per il paese - aggiunge Poletto - e si era candidato nella lista civica Samone Sceglie, già nel passato mandato. Si occupava di agricoltura e sicurezza, delle piccole manutenzioni: cambiare una lampadina, aggiustare una serratura, un rubinetto. Il suo ultimo lavoro era stato quello di sistemare alcune giochi dell'asilo e la cancellata delle scuole. Gli unici momenti di relax che si concedeva era quando andava a pesca, oppure a caccia, le sue passioni. Maurizio era una persona disponibile, pieno di energia, di progetti. C'era sempre, pronto a dare una mano, a spendersi, a provarci. La sua morte poi è stata una cosa improvvisa: sapevamo che era malato, ma sembrava essersi ripreso. Io e Maurizio ci capivamo con uno sguardo, era il mio braccio destro. Non riesco ancora a credere che non ci sia più». --lydia massia