«Devono sottostare alle regole come tutti L'atrio è dei viaggiatori»

Ivrea«Mi stupisco come la cooperativa Zac non comprenda che l'atrio del Movicentro debba tornare alla sua destinazione originaria, quella per cui è stato costruito il Movicentro». Anna Bono, capogruppo della Lega, cerca di smontare la narrazione che vuole la maggioranza di centro destra mobilitata per mandare via lo Zac. «Semplicemente non è vero - afferma -. Non è possibile che i viaggiatori non abbiano accesso all'atrio perché occupato dagli eventi dello Zac. Un tempo c'erano le panchine per consentire ai pendolari di sedersi nell'attesa del treno e oggi sono sparite. Per quel che riguarda il bar-ristorante stiamo parlando di un'attività commerciale come tutte le altre che deve farsi carico di pagare affitto e utenze. È una questione di equità e di concorrenza sleale». Sulla stessa lunghezza d'onda Maria Piras, capogruppo del Gruppi Misto. «Non ci sono dubbi che in tutti questi anni c'è stato un uso improprio di quell'atrio senza rispettare le norme di sicurezza - spiega -. Quello spazio non è un salone polifunzionale ma l'atrio di una stazione costruito con i soldi pubblici e per finalità ben precise. Si possono certamente ospitare mostre temporanee, organizzare incontri e convegni ma non può esserci un'occupazione a tempo indeterminato da parte di un privato». «Inoltre le spese non possono essere a totale carico della collettività, soprattutto se qui locali vengono utilizzati per fini privati e per incassare soldi - conclude Piras -. Il Comune deve riprendersi i suoi spazi e questo non vuol dire essere contro l'esperienza dello Zac». --