Disastro Caluso, 2.500 euro per uscire dal processo

Andrea Scutellà / calusoEra imputata nel procedimento giudiziario per il disastro ferroviario di Caluso e ne è uscita grazie all'oblazione: un pagamento di 2.500 euro. Il reato contestato a Cristiane Mendes, infatti, 49enne residente a Thiene, in provincia di Vicenza, è una contravvenzione e prevede la possibilità di questo rito alternativo. Non avrebbe, di fatto, come amministratrice unica della società Convoyteam srl, fornito ai membri della scorta tecnica del trasporto eccezionale che rimase bloccato sui binari - Zebedia Mosconi, Gabriele Bottini e Stefan Aurelian, deceduto nell'incidente - la necessaria formazione sul rischio di attraversamento del passaggio a livello. È l'unica dei sei imputati a non dover rispondere delle ipotesi di disastro ferroviario colposo e omicidio colposo del macchinista Roberto Madau e del membro della scorta Stefan Aurelian, formulate dal pm Daniele Iavarone. Davanti alla gup Ombretta Vanini, però, le 6 parti civili che si sono fino ad ora costituite hanno protesta con veemenza. L'avvocato Luca Fiore, che difende il 24enne di Banchette Marco Imparato, spiega che «non solo le conseguenze del reato non sono eliminabili perché non tutte le persone offese sono state risarcite, ma è difficile ritenere che quell'omissione non abbia avuto efficacia causale nell'incidente, se chi doveva fornire la formazione ai membri della scorta non gliel'ha fornita».Una posizione simile è quella dell'avvocato Andrea De Carlo, che si è costituito parte civile per Trenitalia e Rfi. «Per noi è una decisione amara - spiega De Carlo - perché interviene senza che ci sia stato risarcimento del danno e perché la posizione, di fatto, non è stata ritenuta grave». Le altre tre parti civili costituite sono la capotreno Morena Gauna di Montanaro, difesa dall'avvocato Alfonso Aliperta, e Maria Antonietta Madau, sorella del macchinista Roberto Madau, deceduto nel disastro ferroviario, rappresentata dall'avvocata Nardella. Per il resto la giudice Ombretta Vanini ha rinviato l'udienza preliminare al prossimo 20 giugno, perché manca la notifica a uno dei responsabili civili: la società Uab-Tlb, la ditta lituana proprietaria del convoglio che effettuava il trasporto. Il prossimo sarà il quinto appuntamento, siamo al quarto rinvio. Inoltre il prossimo 20 giugno sarà già trascorso il quinto anniversario dal disastro ferroviario avvenuto il 23 maggio 2018. Per il processo vero e proprio, dunque, bisognerà attendere ancora. Sembra, inoltre, che alcuni imputati siano intenzionati a richiedere riti alternativi o patteggiamenti. Al momento, comunque, restano imputati a vario titolo per cooperazione in disastro ferroviario colposo e omicidio colposo: Darius Zujis, 41 anni, autista del trasporto eccezionale; Dangis Dregva, 52 anni, lituano, legale rappresentante della Uab Tlb di Vilnius (Lituania), ditta trasportatrice e proprietaria delle motrici e dei semirimorchi; Wolfgang Oberhofer, 47 anni, legale rappresentante della ditta Translog sas di Campo di Trens (Bolzano); Zebedia Mosconi, 45 anni, di Desio (Monza e Brianza) capo scorta tecnica del primo convoglio eccezionale; Gabriele Bottini, 63 anni, di Busto Arsizio (Varese) autista del secondo mezzo di scorta del primo convoglio. --