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CASTELLAMONTE«Un'elemosina, la discarica di Vespia non si compensa con nessun soldo al mondo. Quello concesso sarà l'ultimo ampliamento, è scritto chiarissimo sull'Aia (Autorizzazione integrata ambientale)». È stato duro il commento del sindaco, Pasquale Mazza, durante l'ultima seduta del consiglio comunale in occasione della discussione del punto inerente l'approvazione dell'alienazione di porzioni di terreni per causa di pubblica utilità al fine di consentire la realizzazione di interventi compensativi alla discarica di Vespia sulla strada provinciale 265 per le frazioni Campo e Muriaglio. «Il termine compensativo è usato impropriamente, si tratta di problematiche che andavano risolte, non sono d'accordo chiamarle compensative- ha aggiunto il primo cittadino-. Si procederà con l'allargamento della provinciale tra Campo e Muriaglio. La Città metropolitana ha già appaltato i lavori e si potrà partire con la messa in sicurezza. I terreni di proprietà del Comune saranno ceduti a Città metropolitana». «Da anni si parla della chiusura di questa discarica, abbiamo saputo che sono cambiati alcuni amministratori della società che gestisce il sito e la discarica continua a progredire» ha attaccato il consigliere di minoranza Fabio Garaffa. «Nell'Autorizzazione integrata ambientale(Aia) c'è scritto in modo chiaro che quello in corso è l'ultimo ampliamento della discarica, poi, si procederà alla chiusura di Vespia - ha replicato Mazza-. L'ho ribadito anche a Muriaglio lo scorso dicembre, dove i cittadini delle frazioni hanno incontrato i tecnici dell'impianto. Lo ha confermato anche il nuovo amministratore delegato dell'azienda che gestisce il sito. Quell'ampliamento è stato concesso con il parere contrario delle amministrazioni comunali di Castellamonte, Castelnuovo Nigra, Issiglio, Vidracco, Baldissero e dell'Unione montana Valle Sacra». In occasione dell'affollato incontro svoltosi alla Casa della musica muriagliese, il primo cittadino aveva chiesto «certezze sulla data di chiusura» sperando anche «in una futura gestione della discarica in versione green, magari costruendoci sopra un impianto fotovoltaico» e comunque «inserendola in un contesto di comunità energetica» al fine di «riuscire anche a trovare risorse da investire sul territorio». La tempistica «non dipende dal conteggio dei mesi» aveva puntualizzato il neo ad della società che gestisce l'impianto sulle colline della città, Francesco Capone, ma «dalle quantità di rifiuti conferiti». «Siamo quasi alla fine dell'ultimo ampliamento, poi è prevista la chiusura, ma se arriva un camion al giorno i tempi di dilatano - aveva ironizzato, ma non troppo, Capone -, possiamo farne arrivare quaranta al giorno, ma poi mi attacchereste per congestionare il traffico dell'intero Canavese». Era, quindi, arrivata un'altra buona notizia: «L'azienda ha accantonato i fondi per il post mortem. I soldi ci sono e superano i 5 milioni» . «Posso assicurare che non si verificheranno in nessun caso i problemi degli anni passati» aveva aggiunto rassicurando che «quello autorizzato dalla Città metropolitana sarà l'ultimo ampliamento». --Chiara Cortese