Addio a Bergandi, pittrice e performer amante del bello e di tutte le arti
IvreaHa aspettato i colori del Carnevale per andarsene, Giusi Bergandi, nota pittrice eporediese, scomparsa lo scorso lunedì, all'età di 74 anni, per l'improvviso aggravarsi di uno stato di salute da tempo fragile. Un'artista completa, Bergandi, non solo per quanto atteneva a tele e tavolozza o a performance teatrali, ma per la capacità di rendere opera d'arte la sua stessa persona, come pure una bella giornata. Tutto il mondo è un palcoscenico dove ognuno recita la propria parte: le piaceva citare questa frase di William Shakespeare, che esprimeva alla perfezione il suo saper essere protagonista, sempre, sul palcoscenico della vita e della quotidianità. Con un profondo rispetto per gli altri e con il suo fortissimo attaccamento all'esistenza e a quanto di bello e di buono poteva riservare ogni giornata.Per oltre 25 anni assistente di Direzione Sistemi informativi Olivetti Consociate estere, a Palazzo Uffici, una volta in pensione si era completamente dedicata, con ottimi risultati, a coltivare la propria passione per la pittura e l'arte in generale, esprimendo la propria forza creativa anche nella recitazione, in occasione di piccoli eventi quali inaugurazioni di mostre o presentazioni di libri. Elegante, con un pizzico di eccentricità mai esasperata, che era poi la cifra del suo vestire, Giusi Bergandi è stata una donna affascinante, soprattutto per la sua limpidezza morale e per la gentilezza nei confronti di chiunque, e anche persona generosa e sincera. Ed è sempre stata così, tanto da colpire, giovane signora, un fotografo del calibro di Fulvio Roiter che la immortalò, nel 1970, bella ed elegante, sullo sfondo della Nuova Ico, in via Jervis, e inserì tale fotografia nel volume Ivrea, edito da Electa. Lo aveva raccontato lei stessa, tre anni fa, nell'ambito di un'iniziativa culturale legata alla Olivetti come patrimonio Unesco: «Tutti i giorni ero solita raggiungere a piedi la stazione ferroviaria e fui ritratta, a mia insaputa, durante uno di quei passaggi. Lo scopri anni dopo, quando un cliente straniero della ditta mi riconobbe, incontrandomi a Palazzo Uffici. Mi procurai quindi il volume che conservo tra i ricordi cari di un'epoca felice». Questi ultimi vent'anni, invece, molti dei quali condivisi con gli amici artisti dell'associazione culturale ArteinFuga, sono stati declinati in arte, facendole ritrovare una seconda giovinezza: «Giusi - scrisse di lei un critico -si apre al mondo delle emozioni e, seguendone l'impulso, le trasferisce di getto sulla tela: il senso della vita, le paure e gli attimi fugaci di consapevolezza sono tracciati in modo informale e prendono vita attraverso i colori, i materiali e le forme. Le opere si arricchiscono con l'impiego di carta, sabbia e tessuti che permettono di evolvere verso una forma espressiva sperimentale vibrante e coinvolgente. La sua arte è un connubio tra personalità, urgenza emotiva e passione». La sua sensibilità di artista avrebbe certamente gradito il saluto rivoltole dall'amica Elisabetta Ballurio sui social: «Ho saputo che te ne sei andata. Ciao Giusi, donna eclettica e piena di entusiasmo e passione per la vita. Il tuo quadro della pioggia in Borghetto campeggia al centro del mio salotto e ricordo, oggi con malinconia, il giorno in cui sono venuta nella vostra splendida casa a ritirarlo. Che la terra ti sia lieve, cara Giusi. Le tue impronte di gioia e bellezza resteranno a parlare di te».Lascia davvero un grande vuoto, Giusi Bergandi, in quanti l'hanno conosciuta e amata e che oggi si stringono al marito Andrea Scapino e al figlio Alessandro in un abbraccio di conforto. I suoi funerali si terranno oggi, mercoledì 22 febbraio, nella cattedrale, alle 14.30, ma Bergandi è già impegnata a rendere il Paradiso più bello con i suoi colori, il suo gusto e la sua indimenticabile grazia. --Franco Farnè